Un sogno chiamato Lisbona

Già, Lisbona, si si proprio quella in Portogallo !

Tutto è cominciato.. mah chi lo sa quanto tempo fa, mesi, forse anche l’anno scorso.

Con tutti i curriculum che ho mandato e le inserzioni a cui ho risposto non lo so più, non che importi poi molto dopotutto.

Quello che importa è che 8 giorni fa ho ricevuto una telefonata, prefisso internazionale +351, la voce di una ragazza italiana che mi dice: “lei tempo fa ci ha inviato una candidatura, è ancora disponibile?”

Cavolo, sul momento non capivo neanche di cosa mi stava parlando.
Poi ho realizzato e ho detto di mandarmi via mail la proposta, sinceramente non pensavo che potesse essere qualcosa di serio e concreto.

Ma lo era, un lavoro di assistenza clienti, il mio lavoro, per un’azienda di e-commerce americana, da fare lì, a Lisbona.

Anna era lì presente e subito ha detto: che bello !!

Nei 2 o 3 giorni successivi ne ho parlato con tutti.. beh con i diretti interessati in fondo

Ho girato la mail a mia sorella, alla mia saggia amica Leo, a mio figlio.
Mia sorella ha detto subito di essere preoccupata, sono poi andata a casa sua nel fine settimana ed era chiaro, lampante, che lei non vedeva di buon occhio la possibilità.

Non per motivi pratici, i presupposti finora non fanno sospettare una fregatura (infatti mi sono chiesta mille volte dove sia, sembra tutto troppo bello)

i suoi motivi sono.. diciamo umani, affettivi, e ci sta eh.

Pur supportando ogni mia decisione è ovvio che lei soffrirebbe molto se io andassi a stare a 2500 km da casa.

Con lei e con mio cognato abbiamo parlato molto di questa possibilità.

Quando sono tornata qui a Padova ieri ero sempre più convinta di dover cogliere l’occasione, di dover fare il passo, per complicato che sia, verso una mia nuova forma di indipendenza.

Perché è quello che sarebbe, un lavoro per mantenermi, un posto dove stare, un mondo completamente nuovo intorno, nessuno da dover ringraziare ogni santo giorno che sto al mondo, non più dover chiedere per favore, non più pulire le pisciate del cane nel mezzo del soggiorno, non più tenere in valigia le mie 4 cose, non più ospite dovunque vado…

Leo.. con lei abbiamo parlato la settimana scorsa una sera in pizzeria, era presente anche Anna.

Lei mi dava la sensazione di approvare la scelta, ha detto quello che già pensavo, si è raccomandata di non farmi influenzare da nessun altro, di guardare alla MIA vita, alle prospettive che ho adesso e a quelle che mi si aprono.

Mio figlio… mah, lui non sembra aver niente da dire, gli ho girato la mail, gli ho mandato un whatsapp, ha risposto solo “sembra una cosa seria”

E poi come al solito non si è fatto più sentire.

Mi spiace doverlo dire ma se mi chiama è perché ha bisogno che stia col bimbo, se no…

Ma le cose sono andate avanti, ho risposto alla mail dicendo che accettavo la proposta e ieri mi ha richiamato la stessa ragazza e mi ha spiegato un po’ di particolari.

A Lisbona avrei una camera mia in un appartamento condiviso con altri (poco male, non sarebbe la prima volta), un contratto iniziale di 6 mesi che poi si rinnoverebbe per un anno alla volta, un rimborso di viaggio a casa una volta all’anno, corso di portoghese (mio cognato diceva: a che cazzo serve poi il portoghese, non se lo caga nessuno)

E qui ? cosa lascerei ?

Oggi ho parlato con Sara, a cui devo tenere il cane (Ike) nel periodo natalizio..

Lei poi conta su di me per la sua bimba tutti i sabato mattina da gennaio in poi, e qualche venerdì sera ogni tanto.

Domani vado al colloquio in azienda per i due mesi di tirocinio, che inizieranno lunedì prossimo (se vado via perdo tutto).

Tutte le mattine porto e vado a prendere a scuola i miei bimbi, Diego e Claudia.

ogni tanto qualche ripetizione, a Claudia e ad Asia.

Qui ho anche una casa in cui sono in ogni caso un’ospite e sempre la mia famosa valigia, sicuramente sempre pronta.

Se solo…

Se trovassi qualcosa, anche un part time, che mi permettesse di pagare l’affitto di una camera o poco più.. non ci penserei un’attimo.

Qui ho anche mia sorella che non sta bene, che forse dovrà essere operata l’anno prossimo e io non potrei esserci.

Qui ho mio figlio..
E mio nipote che vedo solo ogni tanto, è vero, ma mi perderei un pezzo della sua infanzia, non lo vedrei crescere, non vedrei il suo primo giorno di scuola, non lo vedrei diventare grande.

E poi Leo, la zia Ada, Anna, Cetta e le ragazze

Ma davvero ho una scelta?

E poi la mia sarebbe forse più una fuga, un po’ allo sbaraglio, un po’ fatta di illusioni, sarebbe veramente inseguire un sogno…

Ma sarebbe così sbagliato?

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