
Quando sei capitata nella mia vita in quella piovosa e fredda sera di gennaio, ormai quasi dieci anni fa, non avevo idea di cosa saresti stata per me.
Non sapevo, non potevo sapere, che avrei condiviso con te, oltre alla casa, la doccia e la cucina, anche un affetto così grande da durare nel tempo, anche dopo che le nostre strade si sono divise.
Senza nulla togliere alle altre due pazze che considero quasi mie figlie, ma soprattutto amiche, tu sei stata la prima, quella che mi ha reso più facile quell’enorme salto di vita che è stata, ed è tuttora, la mia vita a Lisbona.
In mille modi, solo essendo tu quella che sei, solo col tuo volermi bene, mi hai dato così tanto che non ci potrà mai essere abbastanza al mondo per ripagarti.

E adesso tu, quella ragazza un po’ persa che ho conosciuto allora, compi 40 anni.
Anche se non sembra, forse, avere 40 anni ti mette in una specie di via di mezzo, sei vista vecchia da chi ne ha 20 e si sente padrone del mondo, sei vista una ragazzina da chi, come me, ormai guarda il mondo solo voltandosi indietro, non senza un po’ di invidia.
Avere 40 anni è un traguardo ma anche un punto di partenza.
È il traguardo di aver superato tutte le sfide della giovinezza, di aver trovato la strada giusta, di aver creato quella parete dentro di te a cui puoi sempre appoggiarti, di aver imparato (almeno un po’) a scremare la vita dalle cose e le persone che ti facevano confondere e soffrire.
È il punto di partenza da cui inizi le nuove scalate, perché sei nel tuo posto, quello che ti sei guadagnata di diritto con la tua lotta e che nessuno potrà mai portarti via.
E tu difenderai quel tuo posto con le unghie e con i denti, perché sei tu, perché anche dopo botte e batoste sarai sempre capace di rialzare la testa ed andare avanti, e a 40 anni hai ancora tutte le strade aperte, puoi fare qualunque cosa.

Fidati, credici, è proprio così.
E smetto di fare la paternale!!
Quello che in fondo voglio dirti è che sono felice di averti conosciuto e di averti accompagnato (almeno un po’) in questi anni.
Quello che voglio dirti è che pensando a te non posso fare a meno di sorridere e di sentire un mare di affetto e amore.
Quello che voglio dirti è che sono orgogliosa di poterti considerare mia amica.
E sono felice di essere qui a dirti: Tanti Auguri, Buon Compleanno Roby, ti voglio bene.
P.S. volevo aggiungere una piccola cosa:
giovedì 6 novembre quando ti sveglierai la mattina ti renderai conto che, a parte forse un po’ di mal di testa per aver bevuto troppo (non so come hai intenzione di festeggiare ma ho qualche idea 😀 ), nel bene o nel male, non sarà cambiato assolutamente niente.
Non sarai più rincoglionita del solito, non avrai bisogno del pannolone e del deambulatore, chi ti ama (e chi no) lo farà nello stesso identico modo del giorno prima.
In fondo non è che un piccolo passaggio, una tacca in più sul calcio della pistola, un quadratino in più sul calendario… tranquilla, passa!! 😀
