Stai tranquilla

Certo, come si fa presto a dire “stai tranquilla”.

Ho mille cose per la testa, mille piccole cose da fare, o cominciare a fare, da pianificare in modo che al momento giusto il puzzle si incastri come deve.

Il pensiero della TAC… sia per gli esiti che banalmente per l’esame in sé, ho troppo fresco il ricordo del panico che ho provato sotto quel tubo solo dieci giorni fa, del fiato che non voleva rallentare, del cuore che batteva come un tamburo.

Eppure, non stata è la prima volta che facevo una TAC, non era la prima volta che stavo stesa su quella specie di lettino e obbedivo alla voce meccanica: “smetti di respirare…. respira” restando immobile dentro a quel tubo rimbombante.

Ma me la ricorderò per un pezzo quell’ultima volta e dopotutto va bene di doverne fare un’altra a così breve distanza di tempo, in questo caso il ricordo peggiora le cose, meglio affrontare tutto di nuovo e in fretta, per sovrapporre un ricordo migliore.

Stai tranquilla, Luisa.

Ma poi soprattutto quello che sarà l’esito di quella TAC, da quello dipenderanno le mie mosse e decisioni dei prossimi giorni e settimane.

Intanto… mentre aspetto il 26 novembre c’è il resto.

L’esame del livello di colesterolo è fatto, i valori sono al limite, appena sotto ai massimi, chissà se al medico basteranno.

Ho fatto perfino la vaccinazione contro il tetano, era più di un anno che la sanità portoghese mi rompeva le palle per andare a farla e l’ultima volta mi hanno annullato l’appuntamento all’ultimo momento.

Finalmente ieri l’ho fatta, come ha detto il medico adesso sono a posto per i prossimi dieci anni, ammesso che io ci sia ancora fra dieci anni 😀

Stai tranquilla, Luisa, almeno non morirai di tetano o difterite!

Poi ho già preso l’appuntamento con la cardiologa per la visita post TAC, solo allora saprò le conseguenze nell’immediato.

Fra queste conseguenze c’è anche la possibilità, oppure no, di andare in Italia l’11 dicembre, se sono messa male posso prendere un aereo?

E riguardo a questo magari posso, ma ce la faccio a fare tutta la trafila per salirci sopra a quell’aereo?

Il bagaglio in aeroporto, la coda in mezzo alla gente per i controlli, l’attesa (di solito in piedi) fino al momento dell’imbarco, la coda e l’attesa per arrivare all’aereo… e poi all’arrivo la scarpinata per ritirare il bagaglio, la passeggiata trascinando la valigia fino a prendere la macchina.

Mi sono sentita male altre volte prima che ci fosse anche un barlume di allarme, ce la faccio stavolta?

Anche solo a scrivere il cuore inizia a picchiare più forte, solo all’idea.

Ma stai tranquilla, Luisa.

Aggiungiamo qualcos’altro.

Qui a casa sono tutto tranne che serena, sto bene solo quando so di essere sola in casa, se ci sono gli altri due (ma soprattutto Ilyena) sì e no esco dalla stanza, ho sempre le antenne tirate per sentire se vanno in bagno o sono in cucina.

La casa è un disastro, TP ha mandato una mail dicendo che adesso la donna delle pulizie verrà una volta ogni due settimane e per il resto dobbiamo arrangiarci noi.

Il che vuol dire io, visto che Ilyena non tocca niente, anzi sporca, e Alì non c’è praticamente mai.

Ma almeno quando c’è mette via le cose dallo scolapiatti e, miracolo dei miracoli, ha portato fuori le immondizie.

Le ultime due volte l’ho fatto io, ovviamente, quella cretina non mette neanche la plastica nel suo bidone, butta tutto alla rinfusa nel bidone del generico e poi devo passare io a smistare i rifiuti nel posto giusto.

Adesso il bidone della plastica è pieno di nuovo, l’ultima volta che ho cambiato il sacchetto ho messo quello pieno da portare al cassonetto vicino alla porta di casa, lei entra ed esce dieci volte al giorno ma non si è neanche sognata di prenderlo e portarlo fuori.

Ha anche avuto ospiti (chiassosi) venerdì sera, col sacchetto lì, vicino alla porta, e gente che andava e veniva.

Ma non si vergogna?

L’ho portato io la mattina dopo.

Ma chi me lo fa fare?

Se voglio vivere qui in modo decente devo farlo, non lo fa nessun altro.

Come mi sono stancata di vedere il pavimento del bagno coperto di polvere, capelli, briciole e pezzetti di carta igienica, ieri ho preso la scopa e ho dato una pulita.

Sono proprio curiosa di vedere cosa troverò a fine dicembre quando tornerò dall’Italia, dopo 20 giorni che non ci sarò io a sistemare le cose, per quel poco che faccio (non ho fiato per fare di più).

Stai tranquilla, Luisa.

Ho in mente le cose da fare per andare via da qui, cosa mettere in vendita e cosa buttare, cosa inscatolare fin da ora sapendo che non mi servirà in tempi brevi, cosa smaltire il più possibile delle cose da mangiare per avere meno ingombro possibile per il trasloco.

Ho una lista delle cose da vendere, la cassettiera colorata, il mobiletto Ikea, lo scaffale, l’aspirapolvere, la trapunta che ho comprato l’anno scorso e che non uso (e poi non avrò un letto matrimoniale a casa di mia sorella, per cui…), il ventilatore, la stufetta elettrica…

Stasera vedrò Sandra per una pizza e chiederò il suo aiuto per mettere in vendita tutto il possibile, magari recupero qualcosa e mi levo il pensiero di portare via cose che poi sarebbero comunque quasi inutili (oltre che ingombranti).

Come faccio a stare tranquilla?

Con tutto questo in ballo, e la prospettiva di altro che arriverà, non dormo, o dormo poco e male.

La notte scorsa per miracolo è stata decente ma ieri mi sono svegliata alle 4:30, l’altro ieri poco dopo le 5… ho questi 3 giorni di ferie e li sto passando ad arrovellarmi e rimuginare su tutto senza combinare niente.

Ho chiesto alla mia dottoressa di prescrivermi qualcosa per dormire (mi andrebbe bene lo Xanax ma sembra di chiedere una riga di coca), domani mattina ho una visita da lei per spiegarle perché ne ho bisogno, già mi viene l’ansia pensando di andare lì e poi tornare di corsa a casa per lavorare.

Stai tranquilla, Luisa, pendi un bel respiro, rilassati, non fasciarti la testa prima di romperla, insomma:
STAI TRANQUILLA!!

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