Primo gennaio… di nuovo

E aggiungo un sottotitolo: … e il tempo che passa.

È una grigia, fredda e piovosa mattina questa del 1° gennaio 2026, perfino qui a Lisbona dove a gennaio c’è quasi sempre il sole.

Nel mio 10° Capodanno qui il mio umore è… pensieroso.

Ho in mente cose da fare, scatoloni da riempire, tappe da pianificare, esattamente come ieri.

Le medicine da ricordare, cosa fare di pranzo o cena, quando andare a fare la spesa o far partire la lavatrice, esattamente come ieri.

Ci ho messo quasi 69 anni a capire che niente cambia con l’arrivo di un nuovo anno?

No, l’avevo capito anche prima, non sono così tarda, e ormai da anni mi stupisco di quelli che festeggiano, sparano i botti, approfittano per fare casino e magari stare fuori tutta la notte.

Mi chiedo, perché?

Cosa davvero cambia, a parte ricordarsi di mettere un nuovo numero quando si scrive la data?

Niente, proprio niente.

È solo questa nostra umana consuetudine di dividere il tempo in minuti, ore, giorni, mesi… e anni, giusto per non perdere il conto.

Delle volte sarebbe così bello perdere il conto, no?

Ci si vedrebbe invecchiare lentamente ma senza mettere un’etichetta col numero, senza stigmatizzare ed evidenziare a tutti i costi il tempo passato, vissuto.

A volte vedo ragazzi che hanno tutto il tempo del mondo davanti ma che sono vecchi dentro, più vecchi di me.

E io mi sento nel cuore e nella mente cose se avessi 30 anni e vorrei poter vivere di conseguenza… ma non è mai possibile.

Non sono solo le rughe e gli acciacchi che mi fermano, ma quell’etichetta numerata, quella data di scadenza che si avvicina sempre di più.

Forse davvero bisogna arrivare a 70 anni per capirlo.

Ho la sensazione che il titolo di questo post sia sbagliato, che il fatto che oggi sia Capodanno 2026 sia solo una cosa casuale, solo un collegamento al tempo che passa inesorabile.

Beh, se collegamento deve esserci, che sia pure questo oggi, questo giorno da sempre un po’ diverso dagli altri ma nello stesso tempo uguale a ieri e a domani.

Allora guardo questo giorno con occhi più saggi (forse), magari un po’ tristi, sentendomi un po’ sola ma godendo della mia solitudine come di un gioiello che brilla.

Banalmente, perché si fa, perché si usa:

Buon Anno 2026

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Un commento

  1. beh giusto per la cronaca, cosa ho fatto io la vigilia di Capodanno?
    ho avuto la bella pensata di andare all’Ikea a prendere qualche scatolone da spedire in Italia, e si sa che l’Ikea non è un posto per chi ha difficoltà motorie o poco fiato.
    Così mi sono trovata a sedermi da una panchina all’altra coi battiti a 120, sudando e cercando di recuperare il fiato.
    Come altre volte, dopotutto.
    E se pensi che ho preso Uber per andarci (neanche la fatica di un autobus o strada a piedi) è un po’ demoralizzante.
    Ormai posso fare ben poco e la cosa mi deprime e mi fa anche un po’ paura.
    E ieri sera ero stanca come se avessi scalato 3 montagne, alle 10 ero a letto e con mezzo Xanax ho dormito fino a stamattina alle 9.
    Buona fine e buon principio, come si suol dire 😀

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