… e dopo 10 anni

Dieci anni sono tanti, vero?

Questa avventura nata per durare un anno o, con un po’ di fortuna, magari due, è arrivata al suo decimo compleanno.

Ogni anno ho “festeggiato” questo anniversario con un post, raccontando e dicendo le mie sensazioni, il passare del tempo e i cambiamenti che ha portato, l’eccezionale che è piano piano diventato quotidianità.

E visto che questo è un anniversario un po’ speciale, sia per il conto tondo che per il fatto che sarà l’ultimo, posso permettermi di fare un po’ di bilancio?

Dato che l’avventura è iniziata col primo volo della mia vita, quel 10 gennaio 2016, adesso posso dire che in questi dieci anni ho preso 61 aerei, il 62° sarà il prossimo 5 febbraio e resterà l’ultimo, almeno per un po’.

Sicuramente l’ultimo di questa parte della mia vita, se poi tornerò a Lisbona per qualche motivo (e penso che lo farò, almeno per chiudere il conto in banca) sarà una cosa sporadica e sicuramente eccezionale, che non finirà nel mucchio.

Un’altra cosa che non avevo mai fatto prima è stata noleggiare una macchina.

Negli ultimi dieci anni l’ho fatto 38 volte, sia in Italia sia qui a Lisbona o anche in Spagna e alle Azzorre.

Non sono in grado di dire quanti km ho fatto, naturalmente, ma sicuramente siamo nell’ordine di parecchie migliaia.

Se si noleggia una macchina tanto vale sfruttarla, no?

Questa è una cosa che avrei intenzione di fare ancora, a meno che prima o poi io non riesca ad avere un catorcio mio, non ho nessuna intenzione di dipendere da altri o da passaggi estemporanei qui e là (o dai mezzi pubblici, appena sarà possibile).

Come ho già detto in altre occasioni il momento in cui mi sento davvero libera è quando guido, non importa se è per andare vicino o lontano (meglio lontano però :-D) ma dentro di me resta radicato il concetto del “viaggio per il viaggio, non per la destinazione”.

E non ho ancora intenzione di fermarmi!

Beh, parlando di intenzioni ci sarebbero ancora tante cose che vorrei fare… so già che resteranno sogni ad occhi aperti ma, ragazzi, sognare non costa niente, ancora.

Il viaggio in macchina da Lisbona a Padova era uno di quei sogni, ormai decisamente crollato sotto il peso della realtà, ma altri viaggi, perché no?

Andare a trovare Klara in Olanda, andare nel nord della Francia a vedere la marea a Mont Saint Michel, andare nelle Channel Islands, mi basterebbe Jersey, o Guernsey.

Anche tornare alle Azzorre non mi dispiacerebbe.

Queste sono tutte cose ancora fattibili, no?

Un po’ meno fattibile è andare in Australia e fare il giro sulla Highway 1 ( Australia Highway 1), oppure negli States e attraversare gli immensi parchi nazionali nell’Iowa, Montana, Missouri, o vedere i grandi laghi (Michigan, Wisconsin, Indiana, Illinois, Pennsylvania o sud dell’Ontario (Canada)), o… troppe ce ne sarebbero.

Non mi mancano le idee, di quelle ne ho una buona scorta.

Ma poi, sai, penso che ho quasi 70 anni, che ho il cuore ballerino, che faccio fatica anche ad andare a fare un po’ di spesa al supermercato a 100 metri da qui, e mi dico: ma dove cavolo vuoi andare?

È come se il meglio che potessi avere fosse quello che ho già avuto, come se il mio treno fosse ormai passato, e già lontano.

Mi mette un po’ di malinconia questo pensiero.

Ma mi rispondo da sola: guarda quello che hai avuto finora, guarda questi ultimi 10 anni che hai vissuto dove volevi e come volevi, a quante persone davvero capita?

Dieci anni fa hai preso al volo un’occasione che a pochi arriva nella vita, e hai vissuto questi dieci anni al meglio, davvero libera, guadagnandoti un giorno alla volta con le tue sole forze.

Non ti basta?

In effetti no che non mi basta… ma sono contenta lo stesso.

Ecco, questo davvero significa per me lasciare Lisbona, la fine di un sogno, una parentesi che si chiude, l’impatto con la realtà, quella realtà, la stessa realtà, che ho lasciato, da cui sono scappata, dieci anni fa.

Parlando di anniversario non era possibile non parlare della fine ormai prossima di questo mio pezzo di vita.

Per molti motivi quello che ho scritto era da dire e scrivere quando sarò davvero tornata, forse solo allora saprò bene quali emozioni mi faranno venire un groppo in gola, conoscerò la vera nostalgia di quello che mi sarò lasciata alle spalle.

Adesso sono tutte illazioni, la mia immaginazione che corre, e quell’inevitabile pensiero che si affaccia ad ogni cosa che faccio, in ogni posto dove vado: sarà l’ultima volta?

Sanno di cenere fredda questi ultimi giorni qui.

Il discorso ha preso una piega triste, vero?

Ma questo è un compleanno, bisogna festeggiarlo, non riempirlo di rimpianti.

Per cui… dieci anni a Lisbona, dieci anni a TP.

E ho lavorato per TP, eccome se ho lavorato, me la sono guadagnata la pagnotta.

Tre progetti, Wish per 3 anni, Nielsen per un anno e Insulet per quasi 6.

Tenuto conto che ci sono miei colleghi che in periodi molto più brevi hanno cambiato progetto almeno una decina di volte io sono orgogliosa di questo.

Secondo me è una dimostrazione che io il mio lavoro lo so fare e lo faccio bene.
(ma devo ammettere che è anche questione di fortuna)

Come sono orgogliosa dei miei monitor sempre al 100% da almeno 4 o 5 anni, senza mai sgarrare, sono orgogliosa di avere colleghi che mi vogliono bene e che sentiranno la mia mancanza (dimostrazione perlomeno che non sono una stronza), sono orgogliosa del fatto che lascerò dietro di me un ricordo positivo, sia nell’azienda che nel progetto.

Di una cosa non sono per niente orgogliosa: non ho imparato praticamente niente di portoghese… e me ne vergogno un po’.

Devo essere sincera?

Il portoghese non mi piace, non mi sono mai davvero impegnata per impararlo e ho sempre approfittato del fatto che qui quasi tutti parlano inglese per evitare di impegnarmi.

Ebbene sì, lo confesso, di questo sono completamente, totalmente colpevole!

Pazienza, non si può avere tutto, no?

(questo per dire che in fondo… I don’t care too much :D)

Basta, dopotutto non è che posso riassumere dieci anni in tre pagine, quello che volevo dire l’ho detto.

Adesso mi basterà aspettare che passino queste ultime due settimane di lavoro (l’ultimo giorno sarà il 23), poi i preparativi per il trasloco (ho già spedito in Italia 4 scatoloni, ne rimangono altri 2 o 3 credo), poi a fine mese arrivano Valentino ed Elena, magari farò un po’ la turista, se mi reggerà il fiato.

Il 2 febbraio ci troviamo con Darietta, Marco, Franceschina e poi chissà chi, per un ultimo saluto, il 4 febbraio porto a TP tutto l’armamentario di lavoro, PC monitor e tutto il resto, il 5 ho il volo, l’ultimo di quella lunga lista di voli che ho accumulato negli ultimi dieci anni.

E poi inizierà la mia nuova vita.

Ma per ora, per oggi… buon compleanno Lisbona.

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