I nomi delle cose

Quante volte facciamo le cose in automatico, basandoci su cose che sappiamo da sempre, acquisite e immagazzinate senza neanche accorgerci.

Prova a pensare cosa succede quando a un certo punto queste cose semplicemente spariscono, le cerchi e non le trovi più. 
è quello che mi è successo ieri.

Banalità, piccole cose, sono andata a fare un pagamento, ma dove? in posta.
Ma quando l’ho detto nella mia testa la parola “posta” non esisteva per cui mi sono trovata a cercare di descrivere: quel posto vicino al supermercato, si ma quale ?
Il DiPiù… solo che era sparito anche quello.

Tutte cose così.

Mia sorella mi chiedeva come fare la torta, io volevo dire “con la crema” ma non trovavo la parola
le ho detto col budino, alla vaniglia, la parola “crema” non esisteva nella mia testa.

Le ho spiegato cosa mi stava succedendo e ha capito.
Mi parlava semplicemente, aiutandomi a trovare quello che avevo perso.

Mi parlava della sua macchina e le ho chiesto: “come si chiama la tua macchina?” Punto.
Non me lo ricordavo più.

Le ho dato quello che avevo preso al mattino dicendo “questa… come si chiama?”
Marca da bollo… per me non aveva nessun senso quel nome.

Lo scrivo qui perchè so che poi mi scorderò i particolari invece voglio ritrovarli, voglio poter sapere e descrivere, se sarà il caso.

Alla fine ho preso un Nurofen (non ricordavo neanche quello, ho riconosciuto la scatola) e sono andata a stendermi.

Nella mia testa analizzavo quello che ero in grado di ricordare, a cominciare dai nomi delle persone che conosco.
e piano piano tutto è tornato.. o quasi.

Accompagnato dal feroce mal di testa che ricordavo da un anno fa, quando avevo fatto la Risonanza per una cosa simile solo che allora non avevo perso i nomi delle cose.

Stavolta come l’altra volta tutto è iniziato con la perdita di metà campo visivo: il lato destro del mondo spariva.

Poi mio cognato parlava e non lo capivo.. e poi il resto.

Mi fa un po’ paura questa cosa, non mi interessa se mi ammalo, se mi viene qualunque cosa, ma la mia testa la voglio sveglia, voglio essere all’altezza di quello che mi succede.

Non sopporto l’idea di ritrovarmi come un’ameba senza rendermi conto di quello che ho intorno.

Per favore, se dovesse succedere… ammazzatemi, fatemi quello che volete.

Ma non fatemi vivere così.

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