Caro Diario

Strano, non ho mai intitolato un post “Caro Diario” eppure questo blog è, da quando esiste, il mio diario, i miei sfoghi, racconti, pianti e risate.

Oggi mi sembra il titolo adatto..

Caro Diario

Oggi c’è stato il primo “scontro” (anche se molto soft) fra me, le mie abitudini e modo di vivere, e mia sorella e la sua famiglia.

Non è stato uno scontro vero e proprio e riguardava il pc.

Con stupore e incredulità si sono resi conto che io tengo il pc sempre acceso e, con la loro logica, che sicuramente ha del buon senso, mi hanno chiesto perchè, e mi hanno detto che non è necessario, che devo spegnerlo.

E io ho subito detto, magari in modo non troppo diplomatico, che non ho nessuna intenzione di farlo.

Se mi oppongono un discorso di consumi, ok, terrò acceso il portatile ma non rinuncio al pc acceso e connesso, 24 ore su 24.
Anche se non mi serve, anche se non ci sono.

Sono stata guardata come una malata, mia sorella ha detto che si rende conto che la mia è una dipendenza psicologica, come quella del fumo, come se fossi una drogata.

Le ho detto che non mi sento una drogata e la risposta è stata che neanche un cocainomane ammette di esserlo.

Posso anche darle ragione ma…
il pc acceso è stata la mia unica cosa certa negli ultimi anni, prima di andarmene da casa, prima di molte scelte e rivoluzioni nella mia vita.

Sono malata? ok, va bene
Sono drogata e dipendente ? ok, va bene

Non mi interessa e soprattutto, se così è, non ho nessuna intenzione di guarire.

E lì è venuta fuori l’altra frase, quella che aspettavo e anche temevo ma che era inevitabile: “Nessuno ti obbliga a stare qui, ti abbiamo accolto come una sorella (che sono…) e non l’avremmo fatto per nessun altro ma se hai altre scelte sei liberissima di decidere dove andare e dove stare”

Non ha sottolineato in quel momento che non ho altre scelte, non ha sottolineato la frase sottintesa: se stai qui ti devi adattare alle regole che abbiamo qui.

Ma non ci è voluto molto a capire la morale della favola: più presto me ne vado e meglio sarà, per tutti.

Loro non lo direbbero mai, lo so, ma la realtà è questa.

Visto ?
Sono bastati 5 giorni e i nodi iniziano a venire al pettine.

Caro il mio Diario
come la preghiera a Gesù bambino per Natale, fammi trovare un lavoro lontano da qui, vivrò in macchina finchè non posso pagare un affitto, mangerò pane e formaggio, l’ho già fatto e non si muore mica.

Ma non farmi rinunciare alla mia indipendenza, a quello che sono.

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