Questa casa

Questa è la casa dove ho vissuto per tutti i dieci anni di avventura a Lisbona.

E per me è stata Casa davvero, pur limitata ad una stanza davvero mia, pur condivisa con gente diversa di tutti i tipi, qualcuno per pochi mesi, altri per anni, come Sandra.

In questa casa ho conosciuto persone fantastiche come Roberta e Valentina e, appunto, Sandra, e persone mediocri e presto dimenticate, come Tara, Odelia, Tania, Josè…

Faccio davvero fatica a ricordarmi tutti quelli che sono passati di qua nel tempo e mentre loro arrivavano e se ne andavano senza lasciare quasi traccia io restavo qui, a guardare passare i loro fantasmi, mai davvero pronta a vederne arrivare altri di nuovi.

Ed è davvero strana questa sensazione che provo in questi ultimi giorni, io che mi sentivo parte delle stanze, dei muri e delle suppellettili della cucina, adesso sono quella che piano piano si sta lasciando tutto alle spalle.

La mia stanza si sta lentamente svuotando, man mano che faccio i pacchi da mandare in Italia ed elimino le cose in più, sta tornando ad essere la fredda e anonima “casa TP” che era quando sono arrivata.

Ne ho viste tante in questa casa.

Ho visto invasioni di pulci e scarafaggi, ho visto lavori in corso e muri spaccati per l’impianto idraulico nel bagno, ho sopportato gli scarichi intasati e i pavimenti allagati, ho vissuto col caldo che non faceva respirare e coi diluvi semi tropicali, quelli che a volte arrivano qui a Lisbona.

Alberi di Natale, ogni anno più piccoli, fino a sparire del tutto.

I fili dell’ethernet attaccati su per i muri e sopra le porte con la colla a caldo.

La tenda della doccia e la ciambella del WC.

La finestra rotta ormai da anni in soggiorno.

Il fornello con solo tre fuochi funzionanti.

Il divano coperto con quella specie di copriletto rosso che ho comprato dai cinesi.

La poltrona del soggiorno ormai sparita, accaparrata dal coinquilino.

I carrellini per la spesa, negli anni abbiamo distrutto quello azzurro, quello arancione e quello grigio, mentre quello multicolore ancora c’è, ormai è mezzo sfondato, e resterà nel suo angolo in soggiorno fino a quando qualcuno non si deciderà a buttarlo via.

Come sempre succede ci sono stati piatti e bicchieri rotti nell’uso, padelle scrostate, pentole ammaccate e coi manici bruciati, coperchi a cui ho sostituito il pomello, posate andate perse o sostituite da altre spaiate di origine ignota, coltelli spariti nel nulla.

E poi come non parlare del Senhor Pedro, guardia costante, presenza continua onnipresente, coi suoi capelli candidi e il suo portoghese incomprensibile, con cui in dieci anni non sono mai riuscita a scambiare più di 3 parole, io non capisco lui e lui non capisce me.

E dell’omino dei gatti (di cui ho già parlato), anche lui presenza immancabile in strada la sera con le sue scatolette rovesciate sul muretto davanti alla mia finestra (due giorni dopo che hanno ridipinto tutto c’erano già tutti gli aloni della carne per gatti lungo tutto il muretto).

E adesso che gatti praticamente non ce ne sono più quelle scatolette restano lì a disposizione dei piccioni e dei gabbiani che arrivano, la mattina dopo, a litigarsi i bocconi.

Tutto questo e ancora di più, questa è stata davvero Casa per me, Rua Marquesa de Alorna 15 RC/ESQ (che poi sarebbe piano rialzato e lato sinistro, Esquerda lo so dire, quell’ “RC” non ho idea di come si pronunci) è sempre stato il mio punto di riferimento qui a Lisbona e questo non potrà cambiare, neanche adesso che me ne vado.

Infatti resterà indelebile perfino sulla carta d’identità italiana, anche quando tutto sarà cambiato e relegato al solo ricordo.

Me ne vado col cuore pesante di nostalgia perché dal 2012, quando sono tornata da Milano, questa è stata la cosa più simile a casa mia, a un posto davvero mio, dove io abbia vissuto.

Tristezza, nostalgia, amarezza, aggiungerò anche questa porta chiusa alle troppe che ho alle spalle… e poca o nessuna voglia e forza di ricominciare da capo.

Anche se… resta una piccola speranza, quella di tornare, un giorno spero non lontano, e di ripartire da qui, magari da un altro indirizzo ma da Lisbona <3.
Chissà…

E intanto piove…

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