Sinto muito, desculpe

Mi dispiace, dico davvero, ma non c’è molto che io possa farci.

In questo periodo mi sto chiudendo in me stessa, evito i contatti con la gente, di qualunque tipo, non rispondo alle chiamate, neanche ai messaggi di Whatzapp.

E tantomeno chiamo o mi faccio sentire.

So che sbaglio, so che questo modo di fare può non essere capito, a volte non lo capisco neanch’io.

La settimana scorsa mi sono forzata ad andare ad un pre-cena coi colleghi, in fondo non li vedevo da un paio d’anni, dall’inizio del Covid time, alcuni di quelli che c’erano non li avevo mai visti prima.

E va bene (o almeno dovrebbe) tornare ad avere contatti col mondo, in fondo parlo con loro via Teams tutti i giorni, 1000 volte al giorno, eppure… mi sentivo fuori posto, mi sentivo come il classico pesce fuor d’acqua, non vedevo l’ora di tornare a casa mia, di rinchiudermi nelle 4 mura di questa stanza che per me potrebbe essere tutto il mondo.

A casa evito di incrociare i coinquilini, non guardo il telefono dalla mattina quando suona la sveglia alla sera quando mi metto a letto, lo lascio lì, sul comodino, a volte suona ma poi smette, neanche guardo chi sta chiamando.

Non esco quasi più di casa.

Ho il frigo vuoto, la sera mi dico: “eh ma domani mattina…” e poi c’è sempre qualcosa che mi blocca, restare a letto mezzora di più, in fondo in frigo ancora qualcosa c’è, fa freddo… e arriva il momento di iniziare il lavoro che sono ancora qui, a volte senza neanche vestirmi, un maglione e via.

E faccio la spesa online.

No che non va bene, lo so, lo sto scrivendo per dirlo meglio a me stessa, così non va proprio bene.

Non so come uscire da questo circolo vizioso, so che dovrei farlo ma appena sento (dentro di me) la parola “devi!” (compreso il punto esclamativo) mi viene una specie di repulsione, una forma di allergia nausea inclusa… e vado a farmi un altro caffè.

So che sono io, e solo io, che devo trovare una soluzione, non voglio consigli su cosa fare e cosa no, per quanto sarebbero pieni di buone intenzioni, per piacere no, grazie lo stesso.

Mi chiedo cosa voglio.

Irrazionalmente… voglio tornare a casa!

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2 comments

  1. tornare a casa …
    a casa dove ?
    e ricominciare ?
    Cosa ricominciare …
    io penso che il non cambiare è esattaente come il cambiare spesso …
    disagio da un aparte disagio dall’altra ?
    e allora ..allora è ora di pensare a se stessi …difficilmente gli altri pensano fino in fondo a qualcuno ch eè esterno a noi …
    Solo l’amore pensa a chi non c’è ..
    il resto pura utopia …
    Walter

    1. Se avessi un “dove” e un “a fare cosa” pensi che sarei ancora qui?
      Lasciami uno sfogo, ogni tanto, per piacere, senza rispondere incazzoso, il buon senso so che sta da qualche parte ma in questo periodo ne gira poco nella mia zona.
      Ma tranquillo, era solo uno sfogo, un modo di mettere in ordine mucchi di sensazioni sfuse, di razionalizzare, pur limitato dalla necessità di usare parole per qualcosa che è fatto di fumo, ansia, disagio, noia, stanchezza, apatia, depressione, senso di mancanza e di perdita, voglia di cambiamento e chi più ne ha più ne metta.
      Tutte cose difficilmente descrivibili con semplici parole.
      E comunque ogni tanto mi ricordo che quello che scrivo qui lo scrivo per me stessa soprattutto, se non piace.. not my business.

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