Lettera da lontano

Ciao Armando.

Ho parlato di te molte volte in questo blog, gli scorsi anni.

E come al solito in questo periodo mi torni in mente, è iniziato il periodo dell’anno delle date ricorrenti, come in tutte le famiglie stranamente compleanni e anniversari si accumulano in brevi periodi di tempo, poche settimane di solito.

Tu eri il primo della lista che sarebbe terminata verso fine marzo o al massimo a meta aprile.

Oggi 26 gennaio avresti compiuto 63 anni.

Difficile immaginarti a quell’età dato che non hai vissuto gli ultimi 40 anni.
Già, 40 anni, sono davvero tanti, una vita, tu ne hai vissuti 23.

Perchè fra pochi giorni, il 9 febbraio, saranno 40 anni che ti sei andato a spiaccicare su quel ponte.

Io, che invece questi 40 anni li ho vissuti uno per uno, guardo nella memoria, dall’alto della mia vecchiaia, quel ragazzo pieno di vita, di idee, di sogni, quello che eri, ed io con te.

Non sapevamo quello che ci aspettava, Armando, non avevamo idea.

Ma cosa si può sapere a 23 anni, si possono fare ipotesi, illazioni, ammesso di pensarci.

Ci pensavi, tu, a come sarebbe stato il tuo futuro?

Cosa pensavi strizzando l’occhio a tua mamma da quella barella, quando ti hanno scaricato dall’ambulanza, come per dirle “tranquilla, me la sono cavata anche questa volta…”

E solo poche ore dopo hai smesso per sempre di pensare.

Ciao Armando, buon compleanno.

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