Cambiamenti, era ora

Questi ultimi mesi sono stati, o sembrati, di stasi, quasi stagnazione, sembrava che niente stesse succedendo, niente si muovesse.

Si, è vero, il Natale a casa, il lavoro che sembrava un po’ meno palloso, magari anche perchè dopo un anno ormai quasi tutto era diventato facile, le risposte a quelle poche problematiche che si potevano presentare erano già note, immediate, conosciute.

Ma da questo punto di vista era così anche 6 mesi fa quando, soprattutto per noia, ho chiesto di cambiare progetto.

E quest’anno sembrava che tutto dovesse restare così, i vari tentativi e possibilità, molto vaghe, che si presentavano erano talmente effimeri e inconsistenti da far pensare che niente si sarebbe più mosso, uno status quo eterno ed immutabile.

Ma la sai una cosa?
In fondo, piano piano, il meccanismo si era messo in movimento e, ticchettio dopo ticchettio, qualcosa stava cambiando.

Che sia l’anno bisestile?
Da quando è iniziato, e sono meno di 40 giorni, qualcosa è successo davvero.

Dunque:
Sono stata in Italia e con la mia famiglia (anzi le mie famiglie) qualche giorno.
Ho perfino guidato, cosa che mi manca molto 🙂

Una delle coinquiline (Tanya) se n’è andata, lasciando al suo posto un po’ di pace in casa, finalmente, e l’altra (Rebecca) è tornata a casa dopo un bel po’ di assenza, sembra stare meglio e sono molto contenta per lei.

Una nuova ragazza è arrivata, e mi piace molto, vero che ancora non ci conosciamo bene ma la prima impressione e i primi giorni di convivenza sono stati molto positivi (benvenuta Alessandra 🙂 ).

Mi si è rotto l’ennesimo dente solo che stavolta ha ben pensato di rompersi in modo da farmi la lingua a fette e non riuscivo neanche più a parlare.
E per una che parlando 8 ore al giorno porta a casa la pagnotta direi che non è da sottovalutare.

Di conseguenza a questo sono andata dal dentista, cosa che avevo rimandato in attesa di un progetto che non mi richiedesse di parlare tutto il giorno.
Beh, a volte le cose non vanno come pensiamo noi, no?
E dal dentista ci devo tornare fra un paio d’ore a iniziare il colossale lavoro di recupero di cui ho già parlato nei mesi scorsi, per cominciare leviamo sti 4 mozziconi di denti… (e non per modo di dire, proprio 4)

Ma altra cosa che si è mossa è proprio il cambio progetto, ieri è arrivata la conferma, dal 25 febbraio inizio la formazione per un progetto in cui dovrò solo scrivere, almeno per il primo periodo.
Insomma quello che volevo, che mi serviva.

Non so ancora bene come sarà, ovviamente, è sempre un terno al lotto e sai quello che ti aspetta solo quando ci sei dentro davvero, ma almeno i presupposti sono migliori di quello che è stato l’ultimo anno.
Ne riparlerò quando tutto inizierà davvero.

Per il momento direi che è già abbastanza, gli ultimi giorni del mio 62° anno non sono poi da buttare.

E quanto a questo, come già ho accennato in un commento qualche giorno fa, mi sono preparata un regalo di compleanno che forse non potrei neanche permettermi ma di cui ho proprio bisogno.
Un bel giretto di 4 giorni, da sola, in macchina, verso il nord del Portogallo, che non ho mai visto.

Coimbra, Porto, Braga, Peniche, Nazarè, e tutto quello che riesco a farci stare dentro.

Dopo la full immersion degli ultimi mesi, di voci, di gente, di pensieri, ho proprio bisogno di stare un po’ con me stessa, fuori dei piedi.
Non lo faccio ormai da un paio d’anni, dal giro in Alentejo nel 2018.

Insomma, in questa Lisbona in cui sembra già iniziata la primavera, non male come inizio del 2020, spero che continui così 🙂

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