Ieri al lavoro ho cercato la musica da ascoltare nella giornata e sono approdata ai Supertramp.
Non li sentivo da anni, ma tanti, ma ancora man mano che scorrevano i brani mi ritrovavo, come mi accade spesso, a sapere quasi a memoria i testi ma sicuramente a istinto le musiche.
Non associavo a niente di preciso quelle canzoni, anche se sicuramente sono parte della mia vita e della mia storia, ormai entrate nel mio DNA.
Poi è arrivata School.
E il flash è stato quasi tangibile.
In un lampo mi sono trovata in macchina, a salire per il tratto di autostrada del Sole fra da Bologna a Firenze, il Tratto Appenninico, dall’uscita di Sasso Marconi a salire, relativamente piano, i lunghi viadotti e le gallerie, quasi al rallentatore, fino al valico di Roncobilaccio.
E da lì… il volo.
Quel tratto velocissimo, con curve e strapiombi per poi rientrare in galleria, a dover rallentare la corsa per non andare troppo forte alla prossima curva e al prossimo viadotto, giù sparata verso Aglio e Barberino.
La musica fa il paio con quel pezzo di strada che fa parte dei miei ricordi, dei viaggi a Roma nei fine settimana, della A112 rossa che portavo al limite, una freccia lanciata in mezzo all’Italia.
Adesso guardando la cartina ho scoperto che quella strada è parzialmente cambiata ma se mai la rifarò voglio fare esattamente come allora, visto che è ancora possibile, e se sarà mai possibile voglio rimettere la stessa musica.
Mai nessuna strada mi ha dato quella scossa di adrenalina.
E ti assicuro che di strade ne ho fatte.
Primavera – estate 1980