E fanno sette

9 gennaio 2023

È stato un inizio anno pieno di novità, cominciate direttamente il 2 gennaio, tanto per non stare a perdere tempo.

Un lunedì, dopo un weekend passato a fare niente davanti al PC, sia per le feste di fine anno che per il nuovo sistema al lavoro che era previsto iniziasse il 3 gennaio.

E subito dal lunedì mattina un messaggio: Luisa potresti venire in ufficio oggi? Abbiamo bisogno di una persona che sia qui nel pomeriggio per fare le prove del SAP.

Pronti!

Doccia veloce e via di corsa, entro in Metro senza riuscire ad attivare la mia tessera, per cui pagando il biglietto, per scoprire che la linea Gialla era ferma per lavori, non si sa per quanto.

Ottimo, cominciamo bene.

Esco, vado a prendere l’autobus: il prossimo fra 22 minuti.

Sempre meglio!

Che fai?
Chiami Uber!

E via in ufficio, a fare ben poco perché alla fine il nuovo sistema non era ancora attivo, giusto un rivedere qualche vecchio collega ed associare nomi conosciuti a facce mai viste prima.

Quando sulle 5 hanno visto che per il momento il nuovo sistema non sarebbe partito mi hanno detto di tornare a casa, va’ che bel.

Beh, fare niente per fare niente, meglio farlo a casa, no?

Era solo il primo giorno, almeno sono riuscita ad attivare la tessera della Metro, lo sai che visto che sono una vecchietta non pago i mezzi pubblici a Lisbona?
Ma pensa te 😀

Il giorno dopo lo sapevo già che dovevo andare sul floor, e non solo io; infatti, ho rivisto Ana e Maria che non vedevo da quasi 3 anni, e come dicevo ho iniziato ad associare nomi e volti, mica sono ancora sicura però, spero di non fare brutte figure quando tornerò.

Perché tornerò, e definitivamente, a lavorare in ufficio.

Altra sorpresa, ma lo sai che su su, le alte sfere, hanno deciso che resta a casa solo chi ha certe caratteristiche, tipo distanza dal lavoro, figli piccoli, problemi di salute… io non rientro fra questi casi per cui si comincia.

Potrei sempre cambiare casa e andare a vivere in qualche paesino sperduto del Portogallo.
Fare figli o ammalarmi non mi sembrano opzioni accettabili.

E come mi ha detto sghignazzando e facendo la linguaccia il mio supervisor, inizierò il 13 gennaio…
“era un venerdì 13 dell’anno zero in Paradiso!!”

Insomma, si torna alla normalità, si dimenticano abitudini e modi di fare e organizzare la giornata che durano da quasi tre anni, si riparte.

E come ogni anno in questo periodo mi assale un po’ di malinconia.

Siamo a 7!

Sette anni a Lisbona, con cambiamenti di tutti i tipi, amici a cui mi sono affezionata che hanno preso un’altra strada, persone che si sono allontanate, io per prima che mi sono isolata, quante volte l’ho detto?

Sono stanca di perdere le persone a cui voglio bene.

Stamattina con un mezzo groppo in gola ho riletto qui e là le cose scritte negli anni scorsi in questo periodo, solo un po’, alla fine ho detto a me stessa: basta, perché vuoi stare male per forza?

Domani in qualche modo voglio festeggiare questo traguardo, e qui sospendo questo post per finirlo domani, con foto ricchi premi e cotillon!

Ho già invitato Sandra a mangiare una pizza da qualche parte qui intorno, qualcosa di diverso dal solito si dovrà pur fare no?

Buon anniversario, Luisa a Lisbona!

10 gennaio 2023

Ed eccolo, questo giorno fatidico in cui finisce il mio 7° anno a Lisbona (e di conseguenza inizia l’8°).

Oggi come allora è stata una giornata grigia e piovosa, ma oggi c’era anche la nebbia.

Guardavo stamattina passare un aereo sopra casa mia e pensavo se anche loro lassù sentivano gli scossoni del vento atterrando, come li ho sentiti io quel giorno, ma credo di no, nebbia dovrebbe voler dire niente vento, no?

Cavolo, quel mio primo viaggio in aereo è stato, in assoluto, il peggiore che ho fatto finora.

Non credo che lo scorderò mai, non perché avessi paura sinceramente, ma perché era il primo di una lunga serie non ancora conclusa.

Li ho contati sai?
Finora, in questi sette anni, di aerei ne ho presi 45, non male direi.

Che altro ho fatto in questi sette anni?

Lavorato, qualche giretto, lavorato, fumato come una turca, messo via qualche soldino (poca roba), lavorato…

NON ho imparato il portoghese, NON sono riuscita ad avere un posto mio, sempre in casa TP condivisa, NON so cosa mi aspetta più di quanto lo sapessi allora, il futuro, a parte il lavoro, è e resta incerto come allora.

Non un granché come bilancio, vero?

Ma nonostante tutto sono contenta di quello che ho fatto e di quello che sono, forse un po’ più vecchia e acciaccata ma almeno un po’ più saggia, questo lo posso dire.

E poi vedremo, c’è sempre un angolo da girare, una strada che non conosco da esplorare, un orizzonte da raggiungere, finché ho fiato.

Davvero, Luisa, buon anniversario!

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