Domenica di dicembre

In fondo una domenica come un’altra.

Bello stamattina svegliarsi col rumore della pioggia, come d’altra parte addormentarsi ieri sera, posso invecchiare ma questa è una cosa che per me non cambierà mai.

Il rumore della pioggia.

Nel dormiveglia, prima di addormentarmi davvero, ascoltavo le gocce che cadevano sul selciato davanti alla mia finestra, i cubetti di marmo bianco (o qualunque pietra sia) che sono tipici di tutti i marciapiedi di Lisbona.

E nel ricordo risentivo il rumore delle gocce di pioggia sui rami degli alberelli e sull’acqua del canaletto che scorreva sotto le mie finestre, quelli che sentivo da casa mia a Vigevano.

Quante volte mi sono addormentata (e svegliata) con quel suono.
E 10 anni fa nevicava, guarda che foto ho trovato 🙂

Quanto mi manca casa mia.

Più passa il tempo, più la mia casa è qui a Lisbona, più quello che mi manca è quel piccolo bilocale che, nel poco tempo che è durata, è stato la mia vera casa, mia e solo mia.

In questo periodo rivivo nel ricordo il dicembre di dieci anni fa, 2012, quando quella casa la dovevo lasciare e avevo iniziato a impacchettare le cose e a fare i viaggi Vigevano-Massa per il mio trasloco.

E ricordo la mia povera Cinquecento carica al punto da scoppiare, in quei viaggi, e mi chiedo come si fa a pensare di fare un trasloco a 300 km di distanza con una Cinquecento 😀

Come ricordo altrettanto bene quanto non volessi, non riuscissi ad accettare quello che invece era il mio destino, dovermene andare e ricominciare da un’altra parte.

In quel momento non avevo idea di dove e come, la mia storia è raccontata qui negli anni che sono seguiti, ma allora… per me era “solo” dover chiudere un altro capitolo della mia vita, il migliore che avessi avuto, quello che era davvero mio.

E davanti solo buio, nebbia.

E dieci anni dopo, da 2500 km di distanza, da un mondo tutto diverso, mi guardo alle spalle e ancora rimpiango quel periodo della mia vita.

Non era mia intenzione scrivere questo, adesso.

Vedi che presto che si fa a trasformare una giornata normale, banale, di lavoro e di vita quotidiana, in qualcosa che ha dentro un pizzico di malinconia… beh direi più di un pizzico.

Ma questa domenica sta cominciando, non piove più, anzi c’è un barlume di sole, gli aerei passano sulla mia testa ogni 5 o 6 minuti (sempre più frequenti di domenica), e la sveglia mi dice che è ora di accendere quella baracca di PC su cui lavoro, che ci mette almeno 20 minuti prima di essere operativo.

E infatti lo accendo mezzora prima, non si sa mai che faccia cilecca.

Sarà un’altra domenica piena, periodo natalizio e tutti frenetici, almeno di domenica mi lasciano in pace a lavorare tranquilla.

Poi è già venuto il Continente a consegnare la spesa, insomma…
Domenica, 11 dicembre 2022, buona giornata Luisa.

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