Che bello

Che bello tornare a camminare per le strade di questa città che ancora faccio fatica a chiamare mia anche dopo più di 5 anni che ci vivo.

Piano ripercorrere le sue grandi strade, con le mimose rosa che stanno mettendo le foglie e sono quasi pronte a vestirla a festa per la primavera, un po’ tardi ma in fondo non più del solito.

Strade che fino ad un anno fa erano l’abituale percorso casa-lavoro mentre adesso sono qualcosa di straordinario, che vedo di nuovo con occhi da turista, dopo questo limbo che sembra non voler finire.

Che bello respirare ancora il vento, guardare questo cielo così grande, che mi stupiva i primi tempi e che non smette mai del tutto di stupirmi.

Che bello il senso di ritorno a casa, mettere il badge per entrare nel City Center, non importa che alla fine non servisse averlo, mi ha dato la sensazione di poter cancellare gli ultimi mesi, come se non fossero mai esistiti.

Che bello fermarsi all’Happy Noodles a prendere la cena e piano piano tornare verso casa.

Che bello avere la stanchezza dei quasi 2 km percorsi nelle gambe, pensare che forse, chissà, stanotte dormirò senza bisogno delle gocce e che forse, chissà, avrò qualcosa di nuovo da sognare.

Sono niente, lo so, sono quelli che facevo tutti i giorni senza quasi rendermene conto, ma anche quelli sono un ritorno ad una certezza, un piccolo tassello che trova il suo posto dopo aver vagato fra trama e ordito per troppo tempo.

Avevo, ho bisogno di queste piccole certezze, mi sembra di essermi persa in alto mare, andando alla deriva, per molto, troppo tempo.

E arrivando a casa pensavo che in fondo non è una cosa così straordinaria e difficile, finire la giornata di lavoro, vestirsi ed uscire, camminare, respirare l’aria libera, pensavo che devo farlo ancora, devo farlo spesso, devo rifarlo presto.

Magari questa vita fatta di poco sembrerà un po’ meno una prigione, magari tornerà ad essere vita.

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