25 Novembre 1981

In questi giorni al mattino quando accendo il pc vedo la data e ogni giorno mi chiedo se quel giorno c’è qualcosa o qualcuno che dovrei ricordarmi.

Quasi sempre non è niente, solo la mia paura di dimenticare qualcosa di importante che invece dovrei ricordare.
A parte oggi che Leone compie 8 anni non mi sembra che ci sia altro.

Poi aspettando la metro mi è venuta in mente una data particolare.

25 novembre 1981.

Ci ho messo un po’ ad accordare giorno mese e anno ma quando ci sono riuscita mi è apparsa come una X rossa su un calendario.
Cristo santo sono passati 37 anni da allora.

Quello è stato l’inizio della mia seconda vita.
E adesso sono alla 5a.

Quella data è stata quella della “crescita” e dell’affrancamento dalla famiglia, quel giorno è stato l’inizio della mia vita autonoma, come persona che fa le sue scelte per la sua vita.
A prescindere da come è andata negli anni successivi, da successi o sconfitte, quel giorno è stato quello in cui il cordone ombelicale è stato tagliato del tutto.

Quel giorno nel mio ricordo non era poi un giorno diverso da tutti gli altri, ho guardato in rete ed era un mercoledì, adesso non ho la minima idea del perché quel giorno, e non quello prima o quello dopo, boh.
Immagino che un motivo ci sarà stato 🙂

Non mi ricordo un’emozione particolare nel preparare le mie cose da portare via, non mi ricordo neanche grandi tragedie in casa, con la mamma, sicuramente lei non era felice del fatto che io andassi a vivere da un’altra parte, e guarda un po’, mi sento in colpa adesso a una vita di distanza, di averla lasciata sola così, quasi senza preavviso.

Adesso che madre sono io, e non più figlia, posso capire lei come ci stava. 
In quel momento sicuramente no.

Adesso che cerco di fissare in qualche modo tutto quello che faccio di particolare, con foto o post, mi sembra strano che di quel giorno non sia rimasto niente. 
Non credo di avere neanche una foto di quella casa dove ho vissuto per i successivi 14 mesi.
Ma possibile che io non abbia foto della mia vita di quel periodo ? 
Probabilmente saranno tutte fra le diapositive che sono finite a Torino dal mio ex marito, sempre se esistono.

La casa la ritrovo solo su Google Map, e non mi sembra molto diversa da allora, in fondo. 
Il centro storico delle città non cambia mai molto, d’altra parte.
Un portoncino, una finestra con le sbarre (che non aprivo mai perchè era come essere in strada), un accesso per auto a fianco che prima non c’era.

All’interno c’era un piccolo soggiorno a cui si accedeva direttamente entrando in casa, la camera sulla sinistra, un cucinotto e il bagnetto. La porta che dava nel minuscolo cortile dove scendevano i gatti del quartiere e dove si arrampicava la Belva, il nostro micione.
Quando siamo andati via da lì la Belva non si dava pace, era ormai stata adottata da tutti i ragazzi del quartiere (è una zona di miniappartamenti per studenti), alla fine lo abbiamo riportato lì ed è subito sparito.

A tornare indietro col pensiero mi vengono in mente altre cose ma non poi molte, la grandinata che ha ammaccato la Polo nuova, i conigli che mio marito aveva portato a casa, se non ricordo male erano 12, e scorrazzavano per il soggiorno (e scagazzavano pure), il mio angolo con lo Spectrum con cui ho imparato il Basic e che ero riuscita a trasformare in pc (ci facevo le fatture per il lavoro di mio marito), i mobili che venivano dalla mia casa di bambina (quelli di mio papà, li abbiamo sempre definiti così), le cene di Natale e compleanni vari.

In fondo non molto altro, come inizio di una nuova vita non era molto eclatante ma allora andava bene così, il “dopo” sarebbe arrivato dopo.
Uno dei miei tanti inizi, dopotutto.

Come dicevo ieri sera con Eli non devo farmi venire la malinconia ripensando a queste cose. 
E se succede devo prendere le distanze, guardarmi intorno e vedere il qui-e-ora, quello che sono adesso e le battaglie che ho vinto, non solo quelle che ho perso.

 

Aggiungo un piccolo post scriptum.

Vale mi ha appena mandato la foto di Light, nuovo membro della famiglia.

In mezzo a tante considerazioni, ai ricordi e all’odore di “vecchio” in questa pagina, eccola lì la vita che continua.

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