Vivere o sopravvivere, sempre così difficile

vivere quiVivere, lo sappiamo sempre tutti, non è una cosa facile.

Vivere in un modo decente, intendo, con quello che serve tutti i giorni, in modo da non dover chiedere niente a nessuno ed avere, entro i propri limiti, quel po’ di serenità che da’ la forza per andare avanti.

Quante volte in queste pagine ho scritto quanto mi pesava questo mio vivere.
Quante volte ho detto che non vedevo più una vera ragione per stare su questo mondo.

Sentivo, e ancora sento, di aver fatto quello che dovevo fare, di aver svolto, nel bene o nel male, il mio compito, di aver dato quel qualcosa in più per un piccolo passo avanti, infinitesimo, dell’essere umano.

Il mio compito era dare qualcosa a chi mi sta vicino, dare amore, aiuto quando serviva, presenza, era esserci.
Il mio compito era far crescere, fare un figlio che continuasse la strada che ho intrapreso, come io ho continuato quella di chi mi ha messo al mondo e così loro hanno fatto nel loro tempo.
Come lui sta facendo con suo figlio e come suo figlio farà quando verrà il suo momento.

Io, lo ripeto, sento che ho fatto quello che dovevo e volevo fare e so che in qualunque momento mi potrei fermare.
Spesso ho sbagliato, questo lo so bene, ma non posso tornare indietro a correggere i miei errori, posso solo andare avanti e cercare di non farne ancora troppi.

Adesso posso solo andare avanti, vivere finché ne ho le forze, nel modo migliore possibile, per me e per chi vive vicino a me.

E’ chiedere troppo ?
A volte sembra di si.

Quando tutto va bene si evita di pensare e tanto meno di parlare di quello che sta dietro e di quello che starà avanti, man mano che passa il tempo e invecchio.

Ma per quanto si faccia finta di non sentire è un tarlo che rosicchia nella testa, è una consapevolezza sempre presente, quello che sarà dopo, quando la mia vita cambierà di nuovo.

E succederà, lo so e lo sappiamo tutti, cambierà, fra pochi mesi o fra un anno o due, cambierà e tutto si ripresenterà e mostrerà il conto da pagare.

Ma questo cosa vuol dire ?
Che nel frattempo non devo vivere ma solo sopravvivere?
Per poter sopravvivere il più a lungo possibile anche dopo ?
Perchè ?
Per cosa ?

Lo so, è un discorso troppo grande, enorme.

Tutto è nato da piccole cose, come sempre succede, la stanchezza, la voglia di fermarsi un po’ e di riposare, di vedere un orizzonte diverso intorno, la voglia di tornare a casa.
E anche la voglia, una volta che tornerò qui, di stare un po’ meglio, di avere qualche possibilità in più.

Visto che qui ci devo vivere la voglia di farlo un po’ meglio.

Domando di nuovo: è chiedere troppo ?

Questa voglia mi ha portato ad una idea pazza, pazza come sono io in certe cose, e di pazzie ne ho fatte parecchie di questo tipo.

L’idea pazza è di tornare qui in macchina.

La macchina è quella che ho, non è che io possa scegliere, e quello è il primo scoglio da superare.
Devo soprattutto capire se ce la potrà fare, ad arrivare qui.

2500 km non sono uno scherzo, la strada è lunga e non facile, autostrade, montagne, traffico, città, passerei dall’Italia per la Francia, Andorra, Spagna e infine Portogallo.
E ho 4 giorni per farlo.

Se la sistemo al meglio possibile so che ce la potrà fare.

E io so di potercela fare, fermandomi quanto posso e quando non ce la faccio più, ma ce la posso fare.

Quanto mi costa, quello è uno degli altri problemi.
Senza fare troppi numeri so che mi costerà un centinaio di euro in più che prendere l’aereo.
Ma quando sarò qui avrò la macchina.
Potrò andare a fare la spesa senza pensare al mal di schiena per portare troppi pesi, potrò decidere di andare al lavoro in macchina quando pioverà e farà freddo, potrò, perché no, mettermi d’accordo coi colleghi e fare un giro intorno a Lisbona, in posti che altrimenti non potrei raggiungere.

Lo so, ci sono sicuramente dei lati negativi, lati a cui io non ho pensato ma so per certo che c’è chi li ha pensati tutti, senza avere la minima idea di come sto qui.

E poi.. ecco cosa mi è stato detto:
Scolta Luisa… Franco si è arrabbiato moltissimo e dice che tu non ti rendi conto della follia… Non ne vuole assolutamente sapere e che devi ragionare… E’ un’idea che non ha nessun senso e negativa sotto ogni punto di vista.

Ti dovresti pensare semplicemente a metter via più soldi che puoi per il tuo futuro. Anche se lavori ancora un anno… E poi? Sei a piedi come prima. Devi pensare solo a racimolare quello che puoi per gli anni che ti ritroverai senza pensione e senza nessuna risorsa.

Lo so che è cruda… Molto cruda.. Ma pensaci. E’ davvero una follia solo pensare non solo al viaggio con quella macchina ma anche ad averla li… E alle spese… E al rischio… E a tutto il resto…

Cosa vuol dire tutto questo ?

Vivi, anzi sopravvivi, per poi poter sopravvivere ancora.

Vivere !
Che devo dire?

Io qui vivo, vedo i miei colleghi che hanno le stesse mie risorse che vivono davvero.
Non che facciano cose che io vorrei fare, a me va bene così e non cambierei, e non cambierò.

Sono qui da 8 mesi, sono riuscita a tornare in Italia (non dico a casa perchè non ne ho una a cui tornare), a pagarmi il viaggio in aereo per la prossima volta che tornerò, fra 15 giorni, a non farmi mancare niente, a comprarmi scarpe, da vestire, ho perfino 2 bottiglie di shampoo 🙂

Mi sono regalata 2 giorni a Madrid.

Ho il mio pc, comprato nuovo per la prima volta nella mia vita, ho il tablet che non mi è costato un centesimo, ho pagato l’assicurazione della macchina, ho preso un regalino da portare a chi voglio bene, ho soldi in tasca e ne ho un po’ da parte..
Non mi serve molto altro.
Non spendo per altro, non vado a cena fuori, non vado al mare o in giro, non mi trucco, non vado in palestra o dall’estetista, non vado neanche dal dentista (anche se quello sarebbe meglio che lo facessi)

Cosa devo fare oltre a quello che faccio ?

Fino a ieri sera non vedevo l’ora di partire, adesso se non avessi già il biglietto troverei una scusa e non andrei più.

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