Vento

Vento che porta le prime gocce di pioggia, forse solo un illusione, forse una promessa.

Vento che porta via il caldo insopportabile di questi giorni, l’afa che ci ha levato il fiato e la voglia di fare qualcosa di più che aspettare che arrivi sera.

Vento che fa frusciare gli alberi, poco lontano.

Vento da sentire sul viso, sulle braccia e sulle spalle, come una carezza che aspettavi, come un abbraccio.

Vento che all’improvviso cade, sparisce, lasciando l’aria immota, come in attesa di qualcosa che non sai, sospesa.

Vento che canta i tuoi pensieri nella tua testa.

Quelli vicini, della giornata che sta finendo, le lezioni, il lavoro sulle foto che non hai saputo fare, il panino mangiato in quell’ora solitaria nel parcheggio deserto del cimitero.

I film, i discorsi, la macchina rotta, i nuovi pensieri di nuovi problemi.

E quelli lontani.

Il compleanno di Klara per cui non sei riuscita a fare neanche un biglietto, a cui non potrai spedire quel pacco che è già pronto a casa, a cui vuoi telefonare domani.

Lui che è in ferie, che dopo mesi ha mandato un messaggio per raccontare, come faceva una volta, come non ha più fatto.

I sogni a occhi aperti di posti dove vorresti tornare e che sai che forse non potrai mai rivedere.

La fitta allo stomaco pensando a Makko..

Tutto questo mi ha portato il vento stasera.

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