Scrivere

Eh già, ma scrivere cosa?

Mi sono resa conto stamattina che non ho aperto questo sito, neanche per darci un’occhiata, da quasi un mese.

A volte mi chiedo cosa lo tengo a fare, in fondo se non capita per caso che qualcuno trovi una pagina in una ricerca Google, nessuno viene a leggere quello che scrivo.

E poi mi ricordo, eh già, questo sito non è soprattutto per me?

Mi interessa davvero che ci sia chi legge le cazzate che scrivo?
In effetti un pochino si, è in un certo modo un sottile filo che unisce la mia vita in questo angolo di mondo a tutti gli altri, chiunque sia, vicino o lontano… beh se è vicino è ancora meglio, no?

E allora scrivi, Luisa, scrivi scrivi scrivi…

Si ma come racconti il vuoto, la monotonia dei giorni tutti uguali, dei lunedì che diventano velocemente venerdì per poi tornare a piè pari ad essere lunedì (almeno quella è la sensazione, da un lato… dall’altro sembra che ci mettano mesi a passare)

Come racconti il lavoro sempre uguale, dopo un po’ è talmente automatico che si finisce per sbagliare, l’attenzione va a farsi benedire, la sola distrazione è contare il lavoro già fatto nella giornata e quello che manca per arrivare all’obbiettivo che ti sei prefissa.

E una volta raggiunto a come riempire le ore che mancano alla fine del turno.

Non ho molti incentivi in questo periodo, sarà anche il periodo natalizio che, come molte volte negli anni indietro, mi fa pensare: “non vedo l’ora che venga il 6 gennaio così finisce tutto”.

Beh di bello c’è che in Portogallo non festeggiano la Befana per cui finirà tutto prima.

Ma il periodo natalizio c’è, ci siamo dentro fino al collo, nonostante il Covid se guardo fuori dalla finestra sembra un Natale (o pre-Natale) come tutti gli altri.

Se è per quello ne ho 2 palle così della musica natalizia che si sente dalla strada, non fa freddo (come è normale in questo periodo a Lisbona) per cui con la finestra aperta si sente la cacofonia del mercatino a 50 metri di distanza.

E ogni volta penso “se sento ancora So this is Christmas di John Lennon mi taglio le vene”.
Vedrò di resistere 😀

Io come sempre non volevo fare niente di speciale ma in casa Sandra ha messo le lucine, ha preso il Pandoro e la stella di Natale, programma la cena del 25 dicembre anche se poi finirà che sarà una cena normale dopo (per me) una normale giornata di lavoro.

E diventerà il pranzo del 26, che almeno è sabato.

Sandra ci tiene molto, come da buona tradizione del sud, e non sono orsa fino al punto di deluderla, vedo che è felice di pensare al menu, a cosa fare, a far diventare un po’ speciale quel giorno che per me invece è un giorno come un altro.

Un anno fa il giorno di Natale lo ho passato su un aereo e in aeroporto, andando in Italia, ti ricordi?
Il modo più strano di passare un Natale che mi è capitato finora.

Magari negli anni a venire, quelli che saranno, cercherò di trovarne di più strani.

Ecco cos’ho da scrivere, non è un granché ma sai, anche una paginetta di qualche centinaio di parole è un modo di dire, a me stessa e a chi legge, ebbene si, sono ancora qui !!!

E per condividere la nausea natalizia ecco qua, chiunque tu sia che sei arrivato fin qui, beccati sta canzone natalizia, magari non proprio di quelle classiche che siamo abituati a sentire…

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