Santo Antonio da Lisboa

Avevo bisogno di verde.

Di aria, spazio, erba, alberi, ma soprattutto di muovermi.

Dopo una notte passata a sudare e rotolarmi nel letto, con un sonnellino ogni tanto, a contare le ore, stamattina ho deciso di uscire di casa, approfittando del fresco della mattina presto, magari di fare colazione da qualche parte ma soprattutto di andare dove c’è verde, natura.

Fa parecchio caldo in questi giorni, giugno da record, ieri 33, l’altro ieri 31, oggi, menomale, danno solo 29.

Fa caldo, e stare su questa sedia per ore e ore è ancora più difficile.

E oggi è festa a Lisbona, il Patrono, Santo Antonio da Lisboa, appunto, che da dove vengo io è poi S. Antonio di Padova, non credo si siano mai messi d’accordo su questa cosa, ognuno lo rivendica come suo e va bene così.

Infatti uscire stamattina prima delle 8 mi ha dato davvero la sensazione del giorno di festa, pochissimo traffico – quasi assente, sembrava di essere tornati al lockdown – in giro solo qualche salutista che faceva jogging e qualche ragazzo col cane.

Il chiosco dove volevo fare colazione era chiuso, vabbè, risparmiati anche quei 2 euro, lo scopo della passeggiata non era quello.

Campo Grande è stupendo in questa stagione, l’erba verde smeraldo, gli alberi in fiore, il silenzio interrotto solo dal ronzio delle poche macchine nascoste dalla vegetazione, il parchetto giochi dei bimbi meravigliosamente vuoto e silenzioso…

Lo stesso parco giochi dove 4 anni fa (21-05-2018) giocavano e si arrampicavano mio figlio e mio nipote, con gli occhi del ricordo li vedevo lassù e a casa ho ritrovato le foto 🙂

Insomma, un’uscita piccina, per fare due passi, per il verde, per ricordare, per respirare.
Prima di incastrare di nuovo il mio culo su questa sedia per 8 ore.

Una pausa, una boccata d’aria prima di reimmergermi nel quotidiano… ma ci voleva.

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