Misha, dolce ricordo…

… piccola (grande) pena.

Mi dico che per qualcuno magari non ha senso stare male perchè muore un gatto.

E detto così è talmente crudo, freddo, impersonale…

Ma penso che chiunque abbia avuto gatti (o cani) in casa possa capire quanto ci si possa affezionare a quelle creature che ti riempiono la vita.

Voglio precisare che non mi piace assolutamente dire “avere un animale in casa”, quando hai i polli hai animali in casa, un gatto o un cane sono parte della famiglia, sono amici, fratelli, figli, pezzi di cuore.

Oggi un altro pezzetto del mio cuore se n’è andato.

Misha era l’ultima rimasta di 3 generazioni di gatti nati nella mia vecchia casa in campagna, 2 o 3 vite fa per quello che mi riguarda.

Prima di Milano, prima del ritorno, prima di Lisbona.

Misha, figlia di Groucho e Tootsie, la più piccola di una cucciolata di 5, i suoi fratelli e sorelle erano tutti splendidi gattoni neri o bianchi e neri, lei era rimasta uno scricciolo, sembrava avesse 7 o 8 mesi anche da adulta.
Era inconfondibile con la sua macchietta di pelo bianco sul muso.

Misha era quella a cui ero più legata, quella che quando stavo in quella casa mi seguiva dovunque, quella che quando a sua volta ha avuto i cuccioli me li portava dentro al letto e si metteva lì vicino a me e a loro allattandoli e facendo le fusa in continuazione.

Negli anni tutti i suoi fratelli e figli se ne sono andati, in un modo o nell’altro, solo lei e sua figlia – la Piccola – hanno accompagnato mio marito quando è andato a stare a Torino e poi di nuovo quando è tornato a Padova, la Piccola è morta forse un paio di anni fa, adesso è toccato a Misha.

Ma che ti vuoi aspettare da una gatta di 18 anni, sorda ormai da anni, che si muoveva pochissimo, era questione di tempo.

Solo che…

L’ultima volta che l’ho vista è stato appunto a Torino una decina di anni fa, anche se non mi vedeva da anni mi ha riconosciuto subito e mi è saltata in braccio.

E mi ricordo bene quella volta, accidenti come avrei voluto potermela portare via.
A posteriori so che è stato meglio così, come è stato meglio non rivederla più da allora, per me ma anche per lei.

Adesso… ancora come per altre cose ho la sensazione che una porta si sia chiusa, lei era l’ultima e non ce ne saranno più, non voglio più affezionarmi a niente e nessuno.

Ma come vorrei averle potuto fare un’ultima carezza.

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