Rotation of people

E come dicevo le cose si muovono, le persone cambiano e si spostano, qualcuno se ne va e qualcuno arriva.

Io parlavo di Bingo, come se “vincere” la possibilità di venire a vivere qui fosse chissà quale fortuna.

La nuova coinquilina è arrivata e non mi sembra che pensi di aver vinto qualcosa.

Questa che è sempre stata una casa di italiani, a parte quei 3 o 4 mesi iniziali in cui c’era Moses, adesso si è allargata al resto del mondo.

Si perché Tara non solo non è italiana ma viene da parecchio lontano, è Sudafricana.

E se tu pensi al Sudafrica e, come me, immagini una persona di colore beh, sbagliato in pieno.

Tara è una ragazza sui 25 anni, lunghi capelli rossi, bianca come il latte, a vederla io avrei detto Irlandese.

Gli stereotipi a volte condizionano il nostro modo di pensare, vero?

E’ arrivata lunedì sera (rispetto alla comunicazione che mi avevano mandato il Monday era corretto), aiutata da 2 personaggi di TP che non finivano più di fare avanti e indietro con scatole, borse, valigie e chissà cosa, perfino lo stendino (e qui ce ne sono già 2).

Non ho visto la sua espressione quando ha visto la stanza, che in effetti è piccolina, ma il fatto che mi abbia chiesto se le altre 2 stanze sono più grandi la dice lunga.

No, direi non proprio entusiasta.

Le ho fatto vedere dove sono tutte le cose in comune, il suo posto in frigo e in congelatore e il suo spazio nell’armadietto per gli alimentari, un po’ di informazioni sulla casa e i suoi guai e poi… basta.

Un paio d’ore dopo il suo arrivo delle sue cose non c’era più traccia, ha ammucchiato tutto in camera sua e mi è venuto spontaneo pensare “ma lei poi come ci è entrata?”.

Da allora l’ho incontrata una volta sola, un paio di parole riguardo ai gatti (che per fortuna lei adora) e alla porta esterna della sua stanza che non chiude bene per cui le entra freddo in camera.

E basta.

Non l’ho vista cucinare, tanto meno mangiare, a parte il pentolino dove si è scaldata l’acqua per il tè.
E adesso non vedrò neanche quello dato che ha preso un bollitore elettrico.

Insomma questa casa sta diventando quello che non è mai stata, un posto condiviso fra estranei che non hanno niente in comune a parte il bagno e la porta d’ingresso.

Mi spiace, magari le cose cambieranno, magari c’è la barriera della lingua (il mio inglese non è poi così buono), magari poverina si deve ambientare, ma non c’è l’affabilità e la voglia di conoscersi che c’è sempre stata con chi è venuto a vivere qui.

Beh a pensarci bene neanche con Tania c’era ma lei era scoppiata di suo, Thiara non sembra così.

Forse sono io, anche, che sono sempre più orsa e mi rifugio nella mia camera, ormai qui è una delle poche certezze che mi è rimasta.

This house is more and more a place where to stay and less and less Home.

I can’t say that I like it.

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