Email: Pensieri

Sent by email 8/1/13

Oggi rimugino fra me e me..
che cavolo, come se fosse una novità.

E pensavo di scriverti, tanto così, per illudermi di parlare con te.
Parlare con te come in effetti non facciamo da un po’ o anche come magari non abbiamo fatto mai.

Dirti quello che sento, come vivo le mie giornate, qui, com’è questa mia nuova vita.

La cosa più rilevante è la convivenza, nel senso di avere qualcun’altro nella stessa casa, per cui fare le cose, per cui alzarsi la mattina e di cui tenere conto in ogni momento.

Forse per te non sarà così strano, per te e per la maggior parte delle persone è talmente normale che non ci si fa più caso.

Ma più passa il tempo più mi rendo conto che mi ero talmente abituata a dover fare da sola, e pensare solo a me, che adesso faccio molta fatica ad adattarmi a questo cambiamento.

Ripenso a quanto tempo è passato da quando avevo qualcuno che viveva con me, ripenso a prima di andarmene da Padova, a quando in teoria avevo una famiglia.

Mio figlio c’era e non c’era, il mio ex marito non c’era anche se c’era.

La mia routine non era molto diversa rispetto al dopo, a quando ero da sola davvero, e forse è per quello che non è stato poi molto difficile imparare a contare solo su me stessa.

(Ripenso anche al perchè è stato così importante avere le mie micie, erano loro che riempivano la mia vita, riversavo su di loro il mio bisogno di dare affetto.. mi mancano..)

E in tutto questo mi rendo conto di quanto poteva essere difficile per i miei, mia sorella prima di tutto, capire come io potessi stare sola e stare bene lo stesso, non saprebbero concepire un modo diverso di vivere.

E la sai una cosa?
Se, come spero, tornerò ad essere indipendente e a poter contare solo sulle mie forze, sarà più difficile, da questo punto di vista.

Ci si abitua facilmente a sentirsi amati ed è così che io mi sento qui, devo ammetterlo.
E questo mi fa paura, molta.

E continuo a ripetere a me stessa “non ti ci abituare, questa non è casa tua, questo non è il tuo mondo”, il problema è che non so a che alternative aggrapparmi.

E’ come percorrere una strada nella nebbia senza sapere dove si sta andando, e sapere che non c’è la possibilità di tornare indietro perchè la strada percorsa è sparita dopo il tuo passaggio e non ne resta più niente, solo un ricordo neanche ben definito.

Tutti noi abbiamo bisogno di punti di riferimento, di punti fissi che ci diano la tranquillità e la sicurezza per poter fare un altro passo avanti, e un altro ancora.

Spesso mi sono chiesta quali sono i miei, man mano li ho persi tutti, mi giro e non li trovo più.

Adesso non so dove vado, di chi fidarmi e a chi o cosa credere.

Forse è uno sbaglio farmi tante domande, forse dovrei vivere alla giornata senza chiedermi cosa succederà dopo.
Forse lo sbaglio è anche fidarmi troppo, affezionarmi a chi mi sta intorno, e vale sia per le persone con cui adesso vivo che per te.

Domani, prima o poi, sparirete e dovrò essere in grado di andare avanti anche senza di voi.

..

Mi sa che questa roba che ho scritto te la mando via mail, il che mi fa aggiungere due riflessioni.

La prima riguarda la mail che ti ho mandato per Natale.

Grazie che mi dai ragione, molto gentile da parte tua, ma io penso sempre che la ragione si da agli asini.

E per estensione asino è chi accetta la ragione senza fare domande ma lo è ancora di più chi accetta un “Hai ragione.. punto!” come risposta.

Doppia asina !
(anche se devo ammettere che non c’è mai il tempo per andare oltre, come mi hai fatto notare non hai mille occhi e hai sempre molto altro da fare).

La seconda è solo la frustrazione di scriverti qualcosa che tu leggi dopo chissà quanto tempo.

Non che quello che ti scrivo perda di significato (ammesso e non concesso che ne abbia davvero uno) ma è quello che sento in quel momento.

Dopo è… dopo.

Ma non posso farci molto, solo smettere di scrivere.

Come vedi però non demordo..
Ciao, buona giornata/serata/notte… buona pasqua!

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