Nomi

In Emilia Romagna mica sono gente normale.

Già il dialetto è un casino, per chi viene da fuori sembra un linguaggio cifrato, ma forse vale un po’ per tutti i dialetti, a pensarci bene.

Ma almeno hanno la gentilezza di parlare in italiano con chi non è di queste parti, in veneto non lo fanno, soprattutto i vecchi, ho ricordi di quando ero bimba dei miei nonni che l’italiano non lo sapevano proprio, ma in veneto hanno la strana idea che il loro dialetto sia comunque comprensibile per tutti.

Qui in Emilia c’è un’altra cosa che mi ha sempre colpito: i nomi delle persone.

Ovunque trovi nomi normali come Mario, Piero, Antonio, Marco o Anna, Giovanna, Laura, Giuseppina, Caterina.

Gli emiliani hanno sempre avuto molta fantasia, si vede soprattutto nei nomi di chi è nato alla fine dell’800 o prima metà del ‘900.

Oggi ho fatto un giro nel cimitero del paese, dove meglio si può vedere?

Ecco cosa ho trovato e preciso, a scanso di dubbi: sono tutti nomi propri, NON cognomi.

MENDES – FEDOLA – SECONDINO – DERNA – ARGIA – OLBURGO – ELGHER – LEGARIO – DIRCE – QUIRICO – SCA AXIA – GHERMILO – ALFIERO – UTILLA – MALVASIA – IONE – LEODINO – CLERES – IORES – FOGLIERES – BIELLA – TESEO – ATHOS – GELINDO – AGODI – ANSELMA – MILA – EUTIMIO – ARMINDO – DESOLINA – AUSILIA – IRIDE – VALFRE – UBER – IOLINA – FIORDISAGGIO – DISMO – OLTREO – ERTA – ERIDANIA – ARIODE – FERMINIA – SESSUALDO – SERGARDO – GREGARIO – ORDALIA – GUIDELMA

Ultima cosa: questi sono i nomi “ufficiali”.

Molto spesso questi personaggi avevano dei nomi alternativi, non soprannomi ma altri nomi usati quotidianamente da chi li conosceva, che neanche assomigliano a quelli veri.

Io so il caso della nonna di mio cognato, Iride, che tutti chiamavano Algida, o di suo padre, Legario, che tutti chiamavano Angiolino.

Stranezze…

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