E si parte

Sembra proprio che stavolta ci siamo!

Mi sembra quasi impossibile, dopo mesi di illusioni e disillusioni, un sacco di soldi spesi che rivedrò chissà quando, magari non persi ma ancora non tornati indietro, ma soprattutto dover reprimere la voglia, il bisogno cocente, di tornare alla mia terra, alla mia famiglia, nel mio mondo.

Eppure ci siamo.. o quasi.

Intanto questa settimana è di ferie, niente orari, ordini, target da raggiungere e superare, in questi giorni il ritmo del mio tempo è molto più soft, pur con le molte cose da fare.

Nel momento in cui scrivo queste parole suona la sveglia che mi dice: “appiccia tutto che devi iniziare la tua giornata di lavoro!”

E invece no, ma guarda un po’, è na soddisfazione 😀

Oggi il problema è far stare in valigia tutto quello che voglio portare per i prossimi 2 mesi.
Per il momento è ancora vuota, e pure lo zaino del pc (e ne devo portare 2), ma porca miseria quante cose devo metterci.

Un paio di giorni fa sono andata finalmente a tagliare i capelli, non mi piace proprio come li hanno tagliati stavolta, quando arrivo da mia sorella metto al lavoro mio cognato perchè me li sistemi.

Poi sono andata perfino a Oriente, fatto un giretto veloce, preso 2 o 3 cose al Vasco, tutte cose a cui non sono più abituata, che mi sembrano talmente eccezionali, adesso, mentre erano quotidiano, o quasi, fino a poco più di un anno fa.

Oggi pomeriggio vado a fare il Covid test, non so se basterebbe quello rapido ma non voglio rischiare, farò l’altro, non riesco mai a ricordarmi se è il molecolare o l’antigenico, ma non voglio trovarmi sulla scaletta dell’aereo che non mi fanno partire per colpa del test sbagliato.

Poi vado a vedere se aprire un conto in una nuova banca – quello che ho non mi piace come è gestito, oltre ad avere costi sempre più alti man mano che passa il tempo.
E una Carta di Credito che non funziona da nessuna parte, quella stessa carta che mi ha lasciato nella cacca più di una volta noleggiando le auto, e non è una bella situazione.

E il check in per il volo, stasera o domattina.
La registrazione al Digital Passenger Location Form (ti chiedono anche il numero del posto in aereo, ma che cambia?), così che in Italia sapranno sempre dove sono, sta cosa non mi piace un granché ma che devo fare, se voglio partire gli dico anche la misura delle mutande, se me la chiedono.

Ti prendono per sfinimento e come al solito fai quello che chiedono e vai avanti, da brava formichina in mezzo alle altre migliaia di formichine, o di adegui o stai al palo.

E io sono stanca di stare al palo, voglio muovermi, decidere di partire e farlo, gestire la mia vita.

Insomma, la mia avventura di un paio di mesi di “work from Home (in Italy)” sta iniziando.
Ekkekez, era ora !!!!

26 maggio, ore 17:00 circa

Questa è un’aggiunta a quello che ho scritto stamattina.

Fatto il Covid test, che fastidioso che è, avrò il risultato domani, non c’è stato bisogno di scegliere, vai in Italia? yes, allora molecolare (quello non rapido per intendersi), 60€ e via andare.

E niente nuovo conto in banca, dopo una ventina di minuti di attesa davanti alla vetrina, col sole che picchiava, l’impiegato gentilissimo ha detto “mi spiace ma il sistema per i nuovi conti è bloccato, può tornare domani?”

E io che non posso tornare domani gli ho detto ok, torno quando torno a Lisbona, Obrigada.

Saldanha, da quanto non ci passavo.

A Saldanha mi sono ritrovata dopo essermi persa quella mia prima mattina a Lisbona, umida grigia mattina di gennaio 2016.

Non c’è più Luca, ci trovavamo proprio lì davanti all’Atrium quando andavamo a fare i nostri giri per Lisbona.
Lui è a Bruxelles, adesso.

Non c’è più Roberta che andava in zona tutte le sere, i primi mesi che eravamo qui, a casa dal suo ragazzo di allora, Nat.
L’ho incontrato quando andavo sul floor, lui è ancora qui.
Roberta è a Londra, adesso.

E al 100 Montaditos di Saldanha abbiamo fatto le despartidas dei vari amici, man mano che se ne andavano, prima fra tutti Mariam, che adesso è in Italia con Alex.

Eppure Saldanha è sempre lì, la piazza, le panchine sotto gli alberi, e dove vuoi che vada, e cosa vuoi che cambi in soli 5 anni.

E in fondo, guarda, anch’io sono ancora qui, e nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo.
Ma quanto sarò cambiata, io?

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