Cronache da Lisbona.. nuova casa

Lisbona… una nuova vita a Lisbona..

chi ci avrebbe creduto solo 3 mesi fa ?

Quando tutto è cominciato con quella strana telefonata non ci avrei scommesso un soldo bucato ma come ho scritto e detto ormai mille volte (Un sogno chiamato Lisbona ), tutto si è mosso, dapprima lentamente e alla fine in modo frenetico.

Non ho più scritto qui da tanto..

Un po’ non avevo voglia, un po’ non avevo il pc sotto mano quando avrei voluto, un po’ tante cose.

Il periodo limbo a Natale quando stavo col cane, l’incertezza del domani, la voglia di fermarmi, di sedermi in un angolo a piangermi addosso.

E poi è arrivata Lisbona.. o meglio io sono arrivata da lei..

Lisbona è una pigra vecchia signora, abbarbicata sulla riva di un fiume che sembra un mare, grandi strade, palazzi antichi mescolati a cemento e vetro colorato, aerei che rasentano i tetti, nuvole grigie che piangono all’improvviso come fontane e in pochi minuti spariscono e lasciano il posto ad un sole più bello che d’estate, ad un cielo di un azzurro che sembra vetro.

Lisbona è la mia casa adesso, è il mio presente e il futuro, quello che posso permettermi di guardare, è la mia strada dove lascio le mie orme, almeno per un po’.

E questa casa ogni tanto preme perché racconti la mia storia, perché traduca in parole quello che sento di giorno in giorno.

Qualcosa ho scritto in questi 20 giorni da quando sono arrivata.

20 giorni che sembrano un anno o un giorno solo.

Ho scritto nel telefono, piccole cose, sensazioni, immagini che non volevo scordare e voglio riunire qui, su questa pagina, i vari appunti, le annotazioni e gli sfoghi di queste giornate e di quelle immediatamente precedenti.

7 Gennaio 2016

Stamattina grattare il ghiaccio dal parabrezza era quasi impossibile, era una patina sottile che sembrava che qualcuno avesse steso uno strato di vinavil sui vetri.

E sull’asfalto era uguale, una scivolosa vernice lucida che mi faceva paura pensare di essere costretta a frenare.

Questo il ritorno alla “normalità” dopo le vacanze di Natale.

Ma la prospettiva che questa normalità forse durerà solo due giorni fa vedere tutto sotto un’ altra prospettiva.

Due giorni.

E ancora non so se la mia vita prenderà una direzione completamente nuova, direzione ovest, direzione Lisbona.

Mi prenderanno ? non lo so.
Ce la farò ? Non lo so.

10 gennaio 2016

Non sapevo che ci fossero così tante buche quassù e il pilota sembra che le stia prendendo tutte.

Questo ho pensato i primi minuti del volo, quando si sobbalzava come su un immaginario otto-volante, col pugno nello stomaco che era appena passato e la spinta sulla schiena che si riduceva.

Tutto mi aspettavo ma non le buche 🙂

Battesimo dell’aria, 10 gennaio 2016 ore 16,50 circa, volo Bologna Lisbona.

Fino all’ultimo momento mi sono chiesta ma che ci faccio qui?

Voglio tornare a casa !

E ho immaginato di dire aspettate che scendo, era solo uno scherzo, neh, io mica vado da nessuna parte.

Ma non l’ho fatto e sono qui a guardare l’orizzonte da sopra le nuvole, la voce dell’altoparlante dice cose che non capisco per niente.

Beh ho scoperto che il portoghese potrebbe essere pure arabo per me, non capisco una cippa, ma anche quando passa all’inglese non è che vada molto meglio, capisco una parola su 3.. magari il senso della frase, così a spanne

Comunque fra un paio d’ore sarà tutto finito e poi riderò di me stessa per quello che ho scritto..

Meglio così…

18 Gennaio 2016

Una città nuova, una vita nuova, un mondo diverso da quello in cui ho vissuto finora.

Mi ero spostata di una virgola finora.

Credevo che ovunque andassi sarebbe stato lo stesso, magari un panorama un po’ diverso fuori dalla finestra ma non molto di più.

E poi sono arrivata qui.. Lisbona

E adesso ho la misura di come le cose possano essere diverse.

Non chissà che dopotutto, mi rendo conto di aver fatto solo pochi passi nel mondo ma anche l’aria è un po’ diversa, ha un altro sapore, un odore che probabilmente si sente solo qui, un colore suo e solo suo.

Questa città è davvero stupenda, il luccichio del sole sulla baia, e ancora non è mare, non è l’oceano.

Le stradine che si arrampicano fra le case e ogni angolo è particolare, ogni piazzetta ha un’ immagine sua e solo sua.

A volte mi ricorda i campielli e le calli di Venezia, altre le stradine del ghetto a Padova, altre le mura antiche del castello a Vigevano.

Ma altre zone sono Roma o Milano.

Grandi piazze e avenidas, moderni palazzi di vetro, aerei che sfiorano i tetti.

Non so ancora descrivere tutto, non so se riuscirò mai a vedere tutto.

Per ora cammino, seguo il flusso dei turisti che parlano mille lingue diverse e come loro spalanco gli occhi di meraviglia ad ogni angolo.

Dopotutto sono una turista no ?
oggi perlomeno si, da domani non lo so

21 Gennaio 2016

Oggi piove e perfino Lisbona sembra triste.

Questa città mi sembra sempre allegra ma non oggi.

Sarà perché alle 5 di stamattina mi sono svegliata e non sono più riuscita a scacciare i pensieri che mi hanno accompagnato a letto ieri sera.

Pensieri sull’oggi e sul domani, sulla grande probabilità di un ennesimo fallimento, sul ritorno a una casa che non ho, a una vita che vita non è.

Ho guardato i voli per il ritorno, forse inconsciamente cercando di rimandare anche di un solo giorno questa resa che temo sarà inevitabile .

Perché le cose non stanno andando come pensavo, come speravo.

Perché il mio timore è che il passato ritorni a farsi sentire e a pesare sulle mie spalle come il piombo.

Sto aspettando che mi dicano che il certificato penale che dovrebbe arrivare dall’Italia dica che non posso stare qui, per vecchie cose, per vecchi insoluti .

Sto aspettando anche che il nostro giocoso supervisor decida che dopotutto non gli sono così simpatica e dica con un sorriso che per me non c’è posto.

Lui fa così, dice sta tranquilla non preoccuparti ma..

La resa non è abbastanza, il range è quasi raggiunto ma ancora non va bene, i documenti ancora non ci sono e senza quelli torni a casa, ma tranquilla non c’è problema, solo che non ci sono.

Un attimo ti tira su per poi buttarti ancora più giù.

È un gioco di logorio che non si ferma, come una giostra dove sei riuscito a salire al volo ma da cui puoi cadere da un momento all’altro.

Non che ci si possa fare molto, solo aspettare e tenersi aggrappati .

No, la giornata non può essere buona in questo modo.

24 Gennaio 2016

Quando l’ho visto la prima volta stamattina ho pensato: “Chissà che mi credevo, è mare, un mare come tanti altri che ho visto..”

Ma poi ero seduta su una roccia e guardavo le onde, ipnotiche, sentivo il boato di quando colpivano gli scogli e si sbriciolavano in migliaia di goccioline, sentivo a volte quella polvere d’acqua arrivare da me col vento..

E ho capito.

Non c’è nessun mare che io abbia visto finora uguale a questo, non c’è puglia o sardegna o costa azzurra che ci assomigli.

La sensazione è di qualcosa di grande, di così grande che ti senti una briciola, il classico granello di sabbia davanti al mondo intero che si apre davanti a te.

Me l’avevano detto e io provavo ad immaginare ma non si può descrivere mai del tutto.

Si prova, si sente dentro..

Lo sto vedendo anche adesso dal finestrino del treno che mi riporta a Lisbona ma il vento e il rumore delle onde lo puoi sentire solo lì.

Sono contenta, oggi ho camminato tanto, fatto un sacco di foto, visto posti stupendi.

E ho visto l’oceano.

Penso sempre che solo tre mesi fa non potevo neanche immaginare che adesso sarei stata dove sono ora.

Penso sempre che comunque vada, il lavoro, la casa, la nuova città, la nuova vita..
Anche se dovesse finire domani ne valeva la pena.

28 Gennaio 2016

Oggi il mio primo giorno di riposo che non sia sabato o domenica.

Ho fatto spese.

Non so neanche quanto ho speso in effetti ma non avevo molta scelta.

Qui é molto più caldo che a casa e ho portato via solo qualche maglione e un po’ di magliette estive.

Da noi non esistono più le mezze stagioni, qui é mezza stagione anche a gennaio e arrivo a sera sudata.

Mi sono presa qualche maglia leggera da mettere sopra un dolcevita e più avanti da sola.

E poi un po’ di cose x casa e cucina, pelapatate, mestoli di legno, cose così.

Qui a Lisbona mi sento a casa e vivrò per almeno un anno, se non mi cacciano via dopo i 30 gg di prova, non credo ma non si sa mai

Ma mi organizzo lo stesso x casa, male che vada lascio tutto qui x ricordo.

Ho fatto un paio di foto dentro al supermercato, è impressionante la varietà e la quantità di dolci che hanno qui, una maledizione se volessi mettermi a dieta.

E la frutta.. hanno ancora i meloni e le fragole a prezzi ottimi, da noi a gennaio sono a peso d’oro..
e manghi, papaie, avocados.. come da noi le mele e le clementine.

Ah le clementine ci sono anche qui ma sono diverse, come piccole arance ma dolcissime.

E il prodotto nazionale, quello che si trova cucinato in tutti i modi possibili e immaginabili.. il bachalao.

Il reparto del bachalao è incredibile..
Da noi si vedono si e no una decina di stoccafissi appesi nei reparti pescheria, qui montagne, a prezzi bassissimi, noi ci compriamo il tonno in scatola a 7 euro al chilo.

Manderò le foto ad Anna e Adriana..

Questo, finora, la mia vita a Lisbona.

Ancora a volte mi sembra irreale, come un film che sto guardando e che prima o poi finirà, non un sogno, anche qui c’è il lavoro, la stanchezza la sera, la Metro straripante di gente e di odori, i pochi soldi, ma mi sembra ancora una realtà in qualche modo virtuale, una bolla di sapone che può ancora scoppiare.

Forse finché la sentirò così saprò apprezzare meglio tutto quello che ho intorno.

Se è così allora spero che continui perché ho perso già talmente tante cose nella mia vita che ogni cosa nuova che mi capita la voglio assaporare il più possibile.

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