secondo Luisa..

Mi è venuto in mente mentre mi scaldavo il latte per fare colazione.

Incredibile cosa possa venire in mente nei momenti più banali.

Ho messo il latte e l’orzo nella tazza e ho messo tutto in microonde, pensando, come sempre, che mio cognato dice che fa male scaldare il latte nel microonde.

Non si sa il perchè ma fa male.

E da questo ho pensato che secondo lui praticamente tutto fa male, il burro, per carità, se si accorge che lo usiamo subito si innervosisce.

Il formaggio fa male, il pane è meglio evitarlo, la carne è piena di additivi messi nei mangimi, la pasta è meglio mangiarla scondita, sono i sughi che fanno male.

Il fumo… fa malissimo !!

E avanti di questo passo.

Il bello è che predica bene ma razzola male.

Se si esclude il burro è uno che si strafoga di tutto, mangerebbe chili di pane, mette olio anche su cose già condite, finisce il pasto con brioches ricoperte di Nutella o marmellata, con la scusa di non far andare a male niente in frigo lui svuota tutti i vasetti che trova.

Cerca di smettere di fumare una volta alla settimana e poi frega le sigarette a me e a mia sorella dicendo “beh adesso ci sta..”

E poi è fissato con gli esami e con le visite dal medico.

Dice che alla sua età (ha 60 anni) bisogna tenersi controllati, che dietro ad ogni angolo può nascondersi qualcosa di negativo, che bisogna stare attenti… e così via.

Dicevo, facendo colazione pensavo.

Stiamo tanto attenti a tutto ma in ogni caso non possiamo prevedere tutto.

Prima o poi qualcosa succederà che fermerà la nostra corsa, di cosa abbiamo così paura?

Ed è giusto vivere nella paura di qualcosa che comunque arriverà, che ci pensiamo oppure no?

E vivere male…

Mi vengono in mente un sacco di frasi fatte, fasciarsi la testa prima di romperla, per esempio.

Mi vieni in mente tu e la tua famiglia, va tutto bene, non avete problemi ma da un giorno all’altro tutto sembra andare storto.

E ti chiedi perchè, cosa puoi aver fatto di male, ti senti inutile e non sai affrontare serenamente quello che ti è caduto fra capo e collo.

Io forse eccedo in fatalismo ma sinceramente non capisco.

Si prendono le cose quando arrivano, si fa quello che si può e ci si arrende a quello che è comunque inevitabile.

Non dico di subire, di non lottare, quando davvero ne vale la pena, nè tanto meno di andarsi a cercare i problemi, ma di accettare e agire di conseguenza, serenamente, senza ansia o patemi d’animo che fanno vivere ancora peggio un momento già brutto di per sè.

Sbaglio, forse, e mi rendo conto che è facile dire così dal’esterno, chi lo sa cosa farò quando mi toccherà in prima persona.

Poi pensavo… donne.

Una volta, ai tempi dei nostri nonni, la menopausa per una donna era una liberazione.

Perlomeno significava non mettere più al mondo figli.

E pensavo a mia suocera, aveva 48 anni quando è morta per un provvidenziale attacco di cuore, aveva 6 anni meno di quelli che ho io adesso, e sembrava una vecchia.

Aveva avuto 10 figli, il più vecchio aveva 30 anni, il più piccolo ne aveva 7.

Una povera, buona donna, massacrata dalla vita.

Per fortuna adesso le cose non sono più così ma la natura vuole che piano piano ogni cosa si debba fermare, come ogni motore usurato anche il nostro corpo chiede di smettere di lavorare, dopo un po’.

Natura… perchè contrastarla?

Tutto rallenta, un po’ alla volta, siamo meno svelti a fare le cose che una volta erano uno scherzo, ci mettiamo di più a ragionare e a capire le cose nuove, non riusciamo più a fare una corsa su un prato, a mettere ottimismo nel nostro futuro.

Che ci piaccia o no, che ce ne rendiamo conto o no, ci stiamo lentamente fermando ed è giusto così, perchè averne paura?

Si lo so, pensieri strani oggi.

Dovrei chiamare questo post “la (fine della) vita secondo Luisa…”

P.S. questo, chiamiamolo, fatalismo mi ha aiutato e mi aiuta a superare la morte della mamma, per male che faccia è giusto così.
E forse parlo così perchè in fondo non ho paura della fine, dopotutto non ho niente da perdere.

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