Rosa.. nostalgia di casa

Il Rosa.. rosa..

Cito:
Lisboa non è male …anzi direi bella …
ma mi mancherebbero i monti innevati … sai adesso ..quando rientro e vedo il Rosa.. rosa
…allora capisco i miei difetti ….sono troppo romantico
Oggi piove, ieri il sole ..domani chissà …l’unica certezza è che qui è pieno di italiani

Il Rosa.. rosa..
a pensarci mi sembra impossibile che a me fosse bastato il poco tempo che sono stata lì per considerarlo simbolo di … Casa !

Figurati per te che hai le tue radici piantate lì da sempre e, per quanto tu abbia girato il mondo, non le hai mai lasciate.

Non so se sia essere romantico ma so quanto mi è mancato non vedere intorno a me quello che tu vedi da sempre quando alzi gli occhi e guardi l’orizzonte..

A Padova, le rare volte che il cielo era abbastanza terso e si vedevano le montagne sullo sfondo, mi veniva un groppo, un’ansia, una nostalgia…

Ancora adesso a ripensarci..

Ma questa è una città e la città è il mio elemento, da sempre.

Poi in fondo sono altri i fattori che decidono se dove sei stai bene.

Gli ultimi 4 anni per me sono stati un vagare senza punti di riferimento, un rimbalzare da un posto all’altro, da un mondo all’altro, senza mai sapere a cosa appartenevo, vedendo gocciolare via una alla volta tutte le poche certezze che ho avuto nei miei primi 50 anni come da un bicchiere rotto..

Se tutto va bene, e il “se” è d’obbligo fino alla fine dei 30 giorni di prova, questo posto mi da la possibilità di un riscatto, di poter dire che vivo ancora per qualcosa.

Il fatto che Lisbona sia anche una città stupenda è un valore aggiunto..
 
Il bello è che a me il mare non ha mai detto chissà che, forse soffro di un po’ di agorafobia, sono più come te, lo sai, mi piace vedere qualcosa che interrompa la linea dell’orizzonte, che dia la sensazione di protezione, di punto di riferimento.
 
E qui… cavolo Walter, l’oceano..
sono stata seduta sugli scogli non so per quanto a guardarlo.
avevo la sensazione di qualcosa di così vasto che non era possibile vederlo tutto insieme, di così grande da doverlo mentalmente fare a pezzi perchè negli occhi non ci stava tutto insieme e ti entrava dentro che sembrava farti scoppiare..
 
E stavo lì così piccola e insignificante quanto i sassi che avevo sotto le scarpe..
 
Paradossalmente mi piaceva.

Una cosa così ti da’ le giuste proporzioni e ti fa guardare dentro di te e capire cosa sia davvero importante.

La tua risposta..
 
mi hai fatto tornare di nuovo lì, a vedere da lontano le cime rosa illuminate dal sole, sia da Tornavento che da Milano, mi hai messo le foto ma non servivano in effetti perchè quelle immagini le ho sempre davanti agli occhi.
 
A Tornavento sono tornata molte volte, anche con te ma spesso da sola, a riempirmi gli occhi guardando quel mondo spalancato davanti ai miei occhi.
 
E quando ero a Milano dal terrazzo di dove lavoravo guardavo laggiù quel monte così lontano ma così vicino che sembrava bastassero pochi passi per poterlo toccare..
 
Oh si, il Rosa me lo porto nel cuore, forse è il simbolo di quegli anni passati lì..
 
E mi hai messo anche un’altra cosa che voglio mettere qui, una poesia che metto solo in italiano, in dialetto Walser non riesco neanche a leggere le parole..
 
 L’Alpe     

Sei già stato sull’alpe
Nel bel tempo estivo? 
Ti sei coperto d’erbe 
e coricato nelle viole?
     Dimmelo in segreto, non hai così  
     Sognato il paradiso e la felicità?

Ai fastidi e alle discordie del fondo valle
Abbiamo detto tutti addio.
Qui si sente solo il chiaro tocco della campana 
Ed il canto del pastorello.
     Dimmi, non hai gioito
     In questa cara solitudine?

Dinnanzi agli occhi bello il mondo : 
Villaggi, valli, montagne e prati.
È gioia ovunque lo sguardo si volga!
Lasciare l’alpe sarebbe un gran peccato.
     Dimmi, per tutta questa felicità
     Hai detto grazie a Dio?

Margherita (Gritte) Scaler (1895-1983)

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