Papà

E’ una cosa strana, a pensarci bene.
Da sempre ho visto girare per casa due vecchi quaderni di scuola.
Due quadernetti come non si usano quasi più.. pieni di scrittura fitta fitta.. la data, quando alla fine sono riuscita a trovarne una, era 1935…
Ho letto qui e là.. ed è stato come richiamarti vicino a me…
Incredibile.. quasi tangibile… tu eri lì, con me..
E ti vedevo come uomo, come persona.. le prove della firma, le versioni di latino, gli appunti di chimica, i bigliettini con gli elenchi dei temi.. le brutte copie delle cose che scrivevi… c’era vicino a me un ragazzo di 20 anni che studiava al Liceo Classico…
Ero una bimba quando te ne sei andato, ho dimenticato quasi tutto di te.. adesso ho un’età che tu non hai mai raggiunto.. 
ma in quel momento eravamo qui, io e te.
E l’emozione mi faceva traboccare gli occhi..
Papà… ti voglio bene
(Papà.. lo sai che la tua piccolina diventa nonna? che diventi bisnonno?)

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