Grazie

Sento che dovrei dire qualcosa della giornata di ieri, passata insieme.

Una di quelle giornate in cui da quando abbiamo avuto la possibilità di averle, scappiamo, io e te, ognuno dalla sua realtà.
Scappiamo in un mondo diverso, solo nostro.

Un mondo che, dovunque sia, qualunque cosa facciamo, ci appartiene, tutto, per le poche ore in cui lo abbiamo.

E così è stato, dal momento in cui sono uscita dalla Metro, rispondendo al tuo sms, fino a quello in cui siamo saliti in macchina, a Laveno, per tornare a casa.

Da lì gradualmente il ritorno alla realtà, la strada da fare, le indicazioni per Milano.

Per qualche minuto pensavo che volessi passare a casa, era presto, poi mi sono resa conto che avevi cambiato idea e ti dirigevi verso la città.

Poi fermarsi in quel parco, stare a parlare malignamente del “grezzo” che sembrava un omino Michelin (o forse un omone.. ), tutto sporco, pancia enorme, barba e capelli lunghi e sporchi.

Beh in fondo stava lavorando, camminava goffamente soffiando l’erba appena tagliata col suo rumorosissimo soffiatore, ti ricordi ?

Volevi che me lo portassi a casa, insistevi 😀

E poi il sonno sulla panchina, ti guardavo…

E tornando alla macchina la tizia che aveva la batteria scarica e non riusciva più a mettere in moto, solo che non sapeva come collegare i cavi.
Le hai dato una mano, forse lo avresti fatto anche se non avesse avuto la macchina che bloccava l’uscita della tua.

E alla fine col navigatore che dava indicazioni confuse, un indirizzo scritto sbagliato.

Ci siamo persi per tornare alla piazza con la fermata della metro, tua moglie ti aspettava, eri nervoso.

Un saluto veloce e te ne sei andato.

Mi rendo conto che ho parlato solo del dopo, della fine della giornata con te.

Mi rendo conto che ho una specie di ritrosia a scrivere di quello che abbiamo visto, fatto, sentito, sognato, in quelle ore, ne sono quasi gelosa, le sento mie e le porto nel cuore.

Come le altre volte, altre giornate simili.

Dico solo… grazie..

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