Capodanno

Svegliarsi con tranquillità, alle 8 o poco più, con la voglia di alzarsi, di un bel caffè bollente e di sentire come prima cosa una musica che esce dai ricordi, anche se non ha un riferimento preciso o se ce l’ha non me lo ricordo più..
E non è freddo, la gatta ha voglia di giocare, il piano di chopin è quello giusto, i pochissimi amici già svegli scrivono auguri qui e là, Patrick è ancora sveglio da ieri, ne sono sicura, e scrive “bizz ma luisa” in grande nella room …
Il mondo intorno dorme ancora, non si vede nè si sente nessun movimento guardando dalla finestra..
Tu sarai già sveglio, starai nella tua cucina con la stufa accesa e il caffè in mano a pensare alle 100 cose che vuoi fare stamattina prima di partire per andare al lavoro..
Il mio 53esimo capodanno… oggi è l’unico giorno in cui mi dispiace di non avere la televisione, vorrei tornare ai capodanni lontani in cui si stava a tavola coi tortellini in brodo a sentire il Concerto di Capodanno.. ma forse è meglio così, non sarebbe più lo stesso concerto dei miei ricordi, quello che ho nel DNA, è cambiato ormai da anni e sarebbe una delusione.. 
I concerti dei miei ricordi erano quelli con Willi Boskovsky che brandiva il violino e dirigeva Strauss… nei miei occhi di bambina lo vedevo come un vecchio un po’ matto che si divertiva un mondo..
E poi mi vengono in mente altri fine anno e capodanni… 
quelli a Riomaggiore con Fran e lo zio che facevano i botti dalla ringhiera esterna e io in camera con Valentino piccolo per controllare che non prendesse paura..
quelli a Barbarano, rimpinzati come anitre ripiene, botti e fuochi col panorama di Abano e in lontananza Padova che si illuminavano di tutti i colori.. e Vale che si divertiva un mondo a scoppiare petardi..
e quelli dopo.. capodanno 2005 in quella casa, a cercare una stella e a farle un brindisi speciale, per chi a 500 km di distanza forse faceva la stessa cosa… 
2006.. 2007.. 2008… anonimi fine anno al pc con il fragolino e gli  amici sfigati che prima o poi capitavano in chat.. un anno Darietto in crisi, a parlare fino alle 5 di mattina.. 
e 2009… che sembrava uno di mille capodanni destinati ad essere tutti uguali per anni e anni.. ma in cui tu eri già all’orizzonte.. e solo pochi giorni dopo mi riempivi il cuore…
e 2010… in quella stanza a Milano, col vicino di camera che ha discretamente bussato alla porta con una fetta di panettone su un piattino e un sorriso….
eccomi questo nuovo capodanno… che finirà come gli altri nell’album dei ricordi ma che adesso è il presente.. 
Ok, il mio presente, il momento, l’attimo… 1 Gennaio 2011 ore 11.05, sigaretta, Jean Jacques Goldman che canta Nos Mains e i pensieri di domani e dopodomani per un attimo messi da parte… 
Vorrei dirlo a te.. vorrei averti qui per dirtelo… lo dico a me stessa… 
Buon 2011 Luisa, comunque sia…

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