Prima settimana

O meglio, primo mese, luglio 2022 (ndr)

Raccontare il viaggio, l’arrivo, l’organizzazione del lavoro che deve essere pronto a partire al momento giusto…

Ma anche le emozioni, ritrovare mia sorella acciaccata e demoralizzata, rivedere mio figlio e mio nipote dopo non poi tanto tempo, ma sembra sempre tanto, ritrovarsi in quella che è l’unica cosa che assomiglia a casa che ho da queste parti…
Come si può fare senza perdere per strada troppi pezzi?

Beh, ci si prova!

Il viaggio, la prima emozione al momento di partire è già, molto stranamente, la nostalgia.
Molto strano, vero? Vista tutta la voglia di andarmene che avevo.

Ma sapere che per tre mesi quella casa non sarà più la mia, sapere che il quotidiano adesso sarà un altro tempo e un altro posto, vedere scorrere dal taxi le strade e i parchi che ormai conosco bene, sapendo che per un po’ saranno lontani 2000 km…

Quasi come se io negli ultimi mesi avessi percorso quelle strade, o fossi andata in quei parchi, ovviamente no, praticamente mai fatto.
Ma è la potenzialità, quella che si allontana, il “se voglio, posso, basta decidere”.
Diventa irrilevante il fatto di non aver quasi mai deciso, scelto.

Poi l’aeroporto.

Mi fa sempre uno strano effetto essere in aeroporto quando devo partire.
Guardo dall’alto in basso i turisti che ci sono per la prima volta, quelli che la loro vacanza l’hanno finita e stanno tornando a casa loro e passano nelle sale, ai check-in, ai controlli e ai gates, con un’aria un po’ smarrita e disorientata.

Io che in quelle stesse sale ci sono già stata un’infinità di volte mi sento in qualche modo meglio di loro, e poi finisco per perdermi nello stesso modo, visto che ogni volta cambiano qualcosa oppure mi sono dimenticata dove andare.
Che scema che sono.

Questa volta poi c’è stato lo scalo a Madrid.
C’ero già stata 3 o 4 anni fa nell’aeroporto di Madrid, stesso T4 enorme, gigantesco, senza fondo.

L’altra volta era praticamente vuoto, non tanto di gente quanto di negozi e punti di ristoro, oppure ero io che non mi sono mossa più di tanto, pur avendo tutto il tempo che volevo.

Anche stavolta avevo circa 5 ore, che poi sono diventate più di 6, e ho girato in lungo e in largo, fatto colazione, trovato la zona fumatori – stupenda, con tavolini e macchinette del caffè, altro che la stanza-ghetto tutta vetrata di molti altri aeroporti, in cui ti senti in vetrina, con la gente che passa all’esterno e ti guarda come un pesce raro in acquario e ti immagini che pensino: “poverini, guarda, quelli fumano”.

Quella è stata una bellissima sorpresa.

Ma “girato in lungo e in largo” non significa che ho girato tutto il terminal, meglio precisarlo.
Sì e no un quarto!
Troppo grande, troppo lontano tutto quanto, troppo per me che non cammino quasi più.

Beh alla fine sono arrivata, ovviamente, mia sorella e mio cognato ad aspettarmi all’uscita, baci e abbracci, e via a casa.

Io quasi pensavo che ci saremmo formati magari a Ferrara, per cominciare a cercare quello che mi serviva per lavorare, vale a dire una connessione e un router, ma non è andata così.

Mio cognato sembra avere un cordone ombelicale con casa sua, non sta bene quando si allontana troppo.
E di fermarsi a mangiare qualcosa, magare al cinese all you can eat, ma figurati, impossibile, si va a casa, subito, veloci, corriamo a casa.

Quello che mi serviva lo abbiamo trovato il giorno dopo, allora si che abbiamo fatto le corse, Migliarino per la connessione, Comacchio per il router, casa, poi di nuovo Comacchio perché il router era sbagliato e mancava anche il cavo ethernet… alla fine ce l’abbiamo fatta, certo.

Altrimenti si che erano cazzi, il giorno dopo.

Sono scesa ad un compromesso, mi pare di aver scritto da qualche parte che mio cognato mi avrebbe dato un pc dove lavorare, potente, al momento inutilizzato… beh invece no, ho dovuto usare il mio, incrociando le dita che bastasse, al massimo mi ha dato un monitor, e menomale.

Come penso sempre, mai fare affidamento sulle promesse, meglio arrangiarsi da soli, sempre meglio.
E poi mi chiedono come mai voglio fare tutto da sola.

Così, lavorando dalle 12 alle 21, senza grandi soste né distrazioni, è passato il primo mese.

Sono riuscita ad andare da Vale solo il 20 luglio.

Appunti vari

20/7/2022

Essere qui non è solo trovare la pappa pronta, è essere coccolata, è mio cognato che la sera quando finisco di lavorare arriva e chiede preferisci pesca o prugna?

E quando dico che mi piacciono tutte e due esce e torna con una prugna e una pesca appena staccate dall’albero dicendo queste sono per te per dopo.

Che si vuole alzare alle 7 di mattina (lui che prima delle 9 non esce dal letto) per accompagnarmi in stazione e si convince a non farlo solo perché “ti fa bene camminare”.

È mia sorella che prepara le cose buone che sa che mi piacciono e se ne inventa delle altre da farmi trovare nelle pause o per cena

E finché lavoro arriva col piattino perché sa che non mangio la pasta riscaldata.

Treno Massa Ferrara 20/7/22 h. 8:15

A Migliarino salgono tre ragazze carine in shorts e magliettina, la tizia seduta dall’altro lato del corridoio se ne esce parlando con l’uomo che è con lei:
Migliarino? Tre gnocche cosi a Migliarino? Chi l’avrebbe detto

I due giorni scorsi, 20-21 luglio

Treno alle 8 per Ferrara, treno delle 9:40 cancellato perché si è rotto il treno, ho preso il treno dopo, alle 10:44, ho chiesto ad Alice di venirmi a prendere ad Abano, diventava massacrante arrivare a Padova e poi prendere il pullman.

Alla fine, tutto ok, è venuta, a casa poi è arrivato Vale dal lavoro, pomeriggio tranquillo, un caldo bestia.

Sera pizza da Vanni con Fran, Leo, Leone e Vale, senza Alice.

La situazione a casa di Valentino è sempre più difficle.

È vero, è un momento di passaggio, molto duro, serve assolutamente pensare che passerà, che si risolverà in qualche modo, ma è duro, duro.

Ho detto a Vale che se avrà bisogno di me io torno a casa, che ci sono, mi ha detto che voleva chiedermelo anche lui, sono contenta di averlo detto prima che lo facesse lui.

Adesso lui si è preso tre giorni da stare via da casa, gli farà bene anche se non cambierà niente e non sarà comunque contento.

Fa un mercatino a Bassano per 3 giorni, 22 – 23 – 24 luglio, dice che dormirà in tenda o col sacco a pelo sotto al gazebo, ma va bene che stia lontano per un po’, che prenda le distanze.

Alice… mi sembra di vedere me 13 o 14 anni fa, quando ho iniziato a muovermi e ad allontanarmi dalla mia situazione a casa, ero già oltre, la mia famiglia era ormai alle spalle, quella parte della mia vita era finita, chiusa.
Per lei è lo stesso.

Io non mi rendevo conto di che effetto facesse a Vale, spero di non averlo fatto soffrire come sta facendo lei adesso.
Spero solo che allora lui sapesse che il mio rifiuto non era per lui ma per suo padre, ma lo aveva capito allora?
Non lo so, e tornano i miei vecchi sensi di colpa

Stamattina mi è venuto in mente il testo di Anime salve:
Sono state giornate furibonde, senza atti d’amore, senza calma di vento, solo passaggi, passaggi, passaggi di tempo…

Foto – prima settimana

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