Italia febbraio 2019

In questo mio ritorno in Italia le giornate sono state piene, come sempre.

Ma forse è stata vacanza un po’ più di altre volte, un giretto qui, stare qualche ora in più con le vecchie amiche, sempre divisa fra mia sorella e mio figlio, coi soliti 100 km che li dividono.

Di foto ne ho fatte parecchie, come al solito, i link qui sotto.

Quello che ho scritto, per strada e nei giorni successivi, eccolo qui.

12 febbraio ore 11.45
Incredibile, l’aereo è partito quasi in anticipo, nessun problema all’imbarco, nessun problema col bagaglio, ho spedito il certificato alla Segurança Social in pochi minuti, ho preso un caffè all’entrata della Metro a prezzo normale, non da aeroporto.
Ho prenotato il taxi dal tablet ed è arrivato puntualissimo.
Insomma come inizio è perfetto.
La cosa è quasi preoccupante.

14.20
Ecco appunto, troppo perfetto.

Il comandante, alla stessa ora in cui avrebbe dovuto annunciare l’atterraggio, he detto che a causa di un incidente sulla pista l’aeroporto di Bologna è stato chiuso e che verrà riaperto in circa 2 o 3 ore.
Dato che non possiamo stare tutto quel tempo per aria ci hanno dirottato a Malpensa.
Cosa si farà dopo non lo so.

17,30
Dopo aver aspettato più di un’ ora che arrivassero i bagagli dall’aereo ci hanno portato tipo gregge di pecore al pullman.
Caricati i bagagli, trovato un posto, una delle passeggere mi ha detto “dai che ce l’abbiamo fatta”.
Le ho risposto che ci avrei creduto solo nel momento in cui vedevo l’entrata dell’aeroporto di Bologna.
Ma sono io che porto sfiga?
Dopo 5 minuti arriva l’hostess dicendo “passeggeri volo TAP da Lisbona: scendere, scaricare le valige e cambiare pullman”.
E così abbiamo fatto.

Quello che era successo è che sono 3 i voli da Lisbona x Bologna che sono stati dirottati a Malpensa.
Di 3 compagnie diverse.
E ovviamente ognuna ha organizzato il suo pullman, ci avevano fatto salire su quello sbagliato.
Ale 17,50 siamo partiti, abbiamo davanti almeno 3 ore, se va bene, prima di arrivare a BO.
Ah comunque… bentornata in Italia, Luisa.

19.00
Il viaggio in pullman è lungo e noioso, è buio e sono al centro del pullman per cui non ho punti di riferimento, non vedo cartelli, non so dove siamo.
G.Map dice verso Piacenza.

Dice anche che mancano 145 km a Bologna.
Dice un’ora e mezza e arriviamo.
Dice un sacco di cose.
Il mio stomaco invece dice che è vuoto, magari poi mi mangio qualcosa, dopo presa la macchina.

Dopo 2 ore i miei compagni di viaggio hanno fatto gruppetto e stanno parlando di pane e salame e tranci di pizza.
Manca ancora un’oretta mi sa e comincio ad avere proprio fame.
A parte il paninetto di TAP e un caffè, aspettando la valigia, non ho mangiato molto altro.

Ah si, il kitkat che mi portavo dietro da un mese 😁
Alle 19:30 siamo arrivati a Bologna, almeno nessun problema per la macchina, più grande della Panda che mi aspettavo, una 500L che sembra gigantesca
😁
Arrivata da Adriana quasi alle 11, tutto il resto ok.
Finito il viaggio della speranza.
Ah il ragazzo dell’autonoleggio mi ha detto che alle 5 già avevano riaperto l’aeroporto per cui se aspettavamo un po’ saremmo anche potuti arrivare con l’aereo.

Ma ormai...

13/14 febbraio
Come sempre stare da mia sorella è all’insegna del riposo. Quello che mi ci vuole.
Il primo giorno è praticamente sempre e solo quello.

Dormire fino a tardi – beh fino alle 10 o poco più che poi tenuto conto dello scarto di un’ora di fuso orario vuol dire circa la stessa ora di sempre – ma almeno non ho fatto i soliti sogni in cui lavoravo, e non è poco.
Un giretto alla Coop a prendere due cose, fra cui la tinta, cena tranquilli e a letto a leggere fino a tardi.
E il giorno dopo la tinta.
Beh i miei capelli quasi bianchi hanno fatto dire subito a mio cognato: perchè hai quei capelli da vecchia?
A me non sembravano da vecchia però!
Comunque ci ha messo poco a convincermi.
Come dicevo presa la tinta e detto fatto, sono tornata castana.
Mi piaccio abbastanza, devo farci l’occhio ma non è male dai.

15 febbraio
È venerdì e Adriana lavora solo la mattina.

Quando torna si pranza e poi andiamo a fare un giro alle Valli di Argenta.
Bel posto, molto silenzio, grandi valli con grande traffico di anitre e simili, freddo ma non eccessivamente, qui manca del tutto quello che dove sto io è una costante: il vento.
E fa un’enorme differenza.

Le annotazioni fatte in quei giorni finiscono qui, come al solito mi faccio prendere dalle mille cose intorno e non scrivo più.
Spesso in quel momento non mi sembra poi così importante, a posteriori invece sarei contenta di ritrovare dei punti di riferimento per poter ricordare meglio.

Amen, peccato.

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