Faro 17 – 18 Ottobre 2021

Domenica 17 ottobre 2021 h. 9:30 circa

Come dicevo nel post l’idea era quella di prendermi due giorni per me.

Cosi ho prenotato qualche giorno fa un biglietto di andata e ritorno per Faro.

Sono sul treno, partita da Lisbona una ventina di minuti fa, un bel treno, abbastanza nuovo, coi sedili comodi, il posto per appoggiare il tablet e scrivere, il treno fila a 218 kmh (dice l’insegna luminosa), corre fra pinete e sugheraie verso Setubal e poi schizzerà via per 250 km e arriverò a Faro verso mezzogiorno, forse prima (anche se è partito in ritardo di un quarto d’ora).

Ah, oggi niente alba colorata, anche se ci avessi provato, c’è nebbia e dal ponte 25 aprile si vedeva si e no l’acqua del fiume sotto, ma ohhh io vado in Algarve!!

Il viaggio procede praticamente sempre in mezzo al nulla, se si escludono colline di terra marrone chiaro coperta di erba secca dello stesso colore.

Sugheri, pascoli di pecore, ogni tanto un faggeto, colate di cemento dove hanno affettato la montagna per farci passare la linea dell’alta velocità.

I rari paesini che si attraversano hanno piccole case bianche, spesso col tetto piatto, con porte e finestre bordate di blu e lunghi camini appuntiti (che dal treno non riesco a fotografare).

Sono più o meno a metà strada h. 10:37
Sembra sempre che debba esserci il mare dietro la prossima collina ma non c è mai, solo colline dopo altre colline, d’altra parte siamo nel mezzo del mezzo del Portogallo, e niente, non c è niente

Poi iniziano gli agrumeti e tutto in un botto siamo in Algarve.

Faro, 12:55

Stesso ristorante dove siamo venute con la Leo (Sol e Jardim), stavolta fanc. mangio alla carta, i prezzi sono altini ma non è che ci sia molta scelta, andrebbe bene per la Leo la grigliata mista di pesce, ma per me no di sicuro.

Insalata di polpo, patatine e coca, magari con una cheesecake ai frutti di bosco, ok?

Cazzo, sono in un giardino e mi sa che non si può fumare, mi sento sempre più una specie di bestia rara, ci sono una trentina di persone qui, c’è ne fosse una che fuma.
Va bene che l’età media è minimo 50 anni, calcolando anche i 2 o 3 ragazzini ad uno dei tavoli.

D’altra parte chi è che può andare in ferie in Algarve in ottobre?
I pensionati!

Nazionalità?
Finora ho sentito francese, tedesco, spagnolo, inglese, oltre al portoghese, e menomale.

Ah, anche il menu è in 4 lingue, tedesco no, ma mi sa che si aggiorneranno, ci sono gruppi di turisti DE che imperversano ad ogni angolo, in certe stradine sembra Venezia.

Faro, 14:15

Alla fine di fette di torta ne ho mangiate 2, erano 2 mezze fettone, buone tutte e due (ok, poi non mi devo lamentare che ingrasso…).
Non è stato economico, 20€ non è poco ma non ho più decisamente fame.
Adesso piano piano vado all’albergo, mi riposo un’oretta e poi mi faccio un altro giretto.

Ma prima FUMO!

Ahh ultima cosa, la nota dolente, fanc a loro che mettono il Fado come sottofondo musicale.
Per fortuna solo l’ultimo quarto d’ora se no mi andava per traverso tutto.
Da tagliarsi le vene…

Faro, 19:30 circa

Cena in un ristorante italiano?

È perché no, di solito evito e cerco cucina locale, di italiano si strombazza tanto in Portogallo ma alla fine c’è n’è ben poco.
Questo posto che si chiama “La Forchetta”, mi ha ispirato stamattina quando ci sono passata davanti e alla fine mi sono decisa, proviamo a vedere se è davvero cucina italiana.

In fondo ne ho di nostalgia dei nostri piatti, leviamoci sto sfizio.

Inizia bene col tizio simpaticissimo che passa con naturalezza dal portoghese al francese ad un discreto italiano (ed è una cosa abbastanza rara) ed ovviamente ad un ottimo inglese, senza fare una piega.
Un po’ meno bene nel menù, c’è la carbonara con la panna, ma ormai sono rassegnata, in PT la carbonara è fatta così, meglio mettersela via e soprattutto… non mangiarla.

Ho ordinato una lasagna, vediamo quanto assomiglia alla nostra.
Per ora cerveja, che si chiama imperial anche qui (penso sempre al Fino di Porto).

Mentre aspetto veloce cronaca della giornata:

Sonnellino in albergo, sigaretta davanti alla finestra spalancata (ovviamente non si può fumare in camera ma…), un paio di messaggi con Vale, un caffè con la dotazione della camera (vedi foto, visto che bella idea?) e poi fuori, via a camminare.

La chiesa del Carmo… chiusa, tornerò domattina, passeggiata fino alla darsena e lungo le mura arabe con vista sulla laguna, e poi comincia a piovere.
Durato forse 10 minuti ma ha dato una nuova bellezza al posto.

Mi sono fermata sotto ad un albero aspettando che calasse la pioggia e meraviglia, non so chi, all’interno di un negozio, che suonava il piano benissimo, un momento di magia!

Poi è passato, di nuovo alla Doca de Faro (la darsena) e poi piano piano verso la cena.
Che è arrivata, vediamo come va.

Faro, 20:05

Oddio, era buona eh, ma con la nostra lasagna c’entra poco.
Uno strato di pasta, 2 cm di ragù tipo bolognese, pasta, pomodoro, mozzarella e magari anche un po’ di parmigiano.
Fine.

Ripensandoci, il parmigiano mi sa che non c’era proprio, se lo volevi te lo davano da mettere sopra, arrivava l’omino con la formaggera ma non te la lasciava mica lì, ti metteva il formaggio sulla pietanza e poi se ne andava, con la sua bella formaggera…
Mi veniva da ridere, se ci fosse stata la Leo che di formaggio ne mette a palate gliene servivano altre 2 di formaggere 😀

Insomma, ragù e mozzarella con un pochina di pasta per tenerli insieme.
Ripeto, con la lasagna (che dalle mie parti chiamiamo pasticcio) sta si e no imparentata, ma molto alla lontana.
Una lasagna expat!

Ma sono strapiena, ripiena, ingozzata.
Adesso caffè (meglio deca) e poi torno in albergo, ho un po’ di mal di testa e molto male ai piedi.

Al resto ci penso domani.

Faro, lunedì 18 ottobre 2021, h 9:55

Ecco qua, dormito abbastanza bene, anche se come al solito mi sono svegliata 5 o 6 volte, in camera mi sono fatta il caffè, fumato una sigaretta davanti alla finestra col condizionatore settato su Fan per far girare l’aria, poi una bella doccia (odio bagnare in giro quando faccio la doccia, anche se non sono io a dover pulire), chiuso lo zaino e via.

Piccola nota sulla camera.
Spaziosa, pulita, con tutto quello che serve: condizionatore, tv che io non accendo mai, al 5° piano per cui con tutta la vista della città e della laguna, aeroporto compreso, solo la finestra un po’ bassa, io soffro di vertigini, ma se po’ fa.

Colazione in albergo, pagata a parte ma ho pensato che così neanche mi fermo per pranzo, ho il treno alle 4 e mangio direttamente a casa stasera.

Adesso sono in un micro parco vicino alla chiesa del Carmo, finisco di scrivere e entro, c’è una cappella delle ossa che vorrei vedere.

A dopo!

Faro, 10:30

Viste chiesa (opulenta) e cappella (deludente) e ho pure pagato 2 euro per farlo.
Basta, cosa fatta, da mettere nella lista “già dato”.

Mi ha scritto su WA Sandra chiedendo se va tutto bene, non le avevo detto che stavo fuori 2 giorni 😋

Adesso devo decidere cosa fare fino alle 4 che ho il treno per tornare a Lisbona, ho male ai piedi, ieri Google dice che ho fatto circa 9 km, oggi zoppico alla grande per cui strada ne posso fare pochina, sono al giardino vicino alla Doca, che faccio?

Che fra l’altro non è che ci sia molto altro da vedere a Faro, penso che anche questa città potrò metterla in quella lista, perlomeno senza una macchina che mi possa portare da qualche altra parte.

Diciamolo, Faro è una bella cittadina, piena di storia – e soprattutto di chiese – ma la giri in un giorno, poi non ha un gran senso tornarci.
Adesso che lo so ci metto una pietra sopra e la prossima volta trovo un altro posto dove andare.

Mi sono dimenticata di dire che fa caldo.
Vedendo i vari meteo, a Lisbona ci sono 19° ed è nuvoloso, qui c’è il sole e ce ne sono 26, sono in maniche corte come in estate.
Per non parlare dell’Italia, 11° a Massa e da Vale, 9° da Marco…

Insomma qui l’autunno non è ancora arrivato, chissà d’inverno com’è.

Faro, 14:15

Ho bighellonato, ho girato un po’, sono stata su una panchina a leggere un’oretta e sto andando verso la stazione.
Almeno sono già lì quando arriva l’ora di salire sul treno.

Sono contenta di aver fatto questi 2 giorni fuori ma mi sono anche rotta un po’ le palle (oltre alle gambe che mi fanno male, fanc all’acido lattico, mi sembra di avere un attacco di sciatica, doppio).

Magari ero (sono) un po’ fuori allenamento, giusto un po’…
Devo superare la mia pigrizia e muovermi di più se non voglio arrivare come un catorcio appena esco da casa.

Aspetto questa ora e mezza e poi si torna a casa.

Faro, 14:45 circa

E alla stazione ci sono, ho preso un altro caffè giusto per sedermi al tavolino del bar, posto affascinante come tutti i bar delle stazioni, solo un po’ più zozzo.
Ma almeno ha i tavolini fuori, all’ombra, e il massimo che devo fare adesso è salire sul treno quando arriva il momento.

Non sono l’unica, ci sono altri (evidentemente) turisti, stravaccati lungo il binario, con bagagli e borse, con l’aria di chi aspetta stoicamente.
Io, poco stoicamente, per ora sto qui, passando il tempo a scrivere, poi vedremo cosa pubblicherò di tutto sto papiro.

Certo è che è venuta fuori una bella (nel senso di lunga) pagina, non era mia intenzione.
Poi ho fatto una marea di foto, molte saranno da eliminare, ma verrà una galleria niente male.

Faro, 15:30

Il treno sta lì bello tranquillo sul suo binario aspettando che arrivi l’ora di partire per cui mi fumo l’ultima e salgo.
Almeno c’è l’aria condizionata, si sta decisamente meglio che fuori (adesso 29°).

Ormai manca poco e poi si parte, dovrei arrivare a Lisbona verso le sette, vedrò al momento se tornare a casa a piedi o prendere la metro, dipende dalle mie gambe.

Ma credo che stanotte non avrò problemi a dormire.

Bon voyage Luisa

Giusto per non far mancare niente devo dire anche che il treno è molto più pieno di quanto fosse all’andata e fra l’altro pieno di francesi.
Sembra che il PT e soprattutto l’Algarve siano di moda adesso per loro, stavano dappertutto a Faro e riempiono il treno per Lisbona (che poi proseguirà per Coimbra e Porto).

Fine della storia, 18 ottobre 2021 h. 22 circa.

La fine della giornata è stata il tramonto visto dal Ponte 25 Aprile, l’arrivo in orario a Entrecampos, 2 cose al Lidl (se no stasera non sapevo cosa mangiare) e a casa a piedi.
Incredibile quanta folla c’era, come ai cari vecchi tempi, gente dappertutto, l’idea di farmi mezzora di Metro spiaccicata come una sardina mi faceva venire l’angoscia, meglio il male ai piedi!

A casa sono arrivata pian pianino sulle 8 e il massimo che sono riuscita a fare è stato pane e formaggio, adesso via a nanna, sono distrutta.

Stanca ma felice, si dice così?

Alla prossima fuga!!

P.S. dettaglio: Google dice che in questi 2 giorni ho fatto circa 15 km a piedi, mica male per una che non cammina mai 😉

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One comment

  1. Ciao Luisa …
    oggi commento così …

    1) bella gita
    2) Cammina che ti passa. Il valore terapeutico dell’andare a piedi.
    di Walter Orioli (Autore)
    3) :Un bacio

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