2021: 2 mesi a casa – 4 – 17 e 18 Luglio

Ci ho messo un po’ a decidere se pubblicare o no quello che segue.
Il dubbio nasce dal fatto che un conto è pubblicare i cazzi miei, un altro farlo con quelli degli altri, specie delle persone che mi sono vicine.

Alla fine ho deciso di farlo, sia perché fa parte della mia storia e della mia vita, pur indirettamente, sia perché è passato un po’ di tempo e io stessa ho metabolizzato un po’ di più.

E in fondo ho la segreta speranza che sia qualcosa che si infila in mezzo a mille altre cose, che sì e no qualcuno leggerà (almeno finché sono viva, ho l’illusione che quando non ci sarò più ci sarà chi si metterà con molta pazienza a leggere le mie cazzate).

L’unica cosa che aggiungo è che ad oggi (6 ottobre 2021) non è cambiato un granché, nel bene o nel male.
E non è un bene…

Momenti da ricordare – scritto il 19 luglio 2021

Devo scrivere per non dimenticare, è facile dire “quel giorno ho fatto questo e quello” ma le emozioni e le sensazioni se ne vanno e invece devo tenerle, non farle scappare via.
Buone o non buone, e forse è addirittura meglio ricordare quelle non buone, sono quelle che insegnano.

Gli ultimi 2 giorni.

Ho preso il treno sabato mattina – 17 luglio – la famosa “Bigatele Verde” che attraversa la campagna del basso ferrarese, da Massa a Ferrara, mi sono dimenticata l’auricolare a casa per cui a FE me ne sono preso uno per sentire la musica dal cell.

Ho aspettato l’altro treno, da Ferrara a Terme Euganee, nessuna nota, nè felice nè dolente, nei 45 minuti di viaggio.

A Terme Euganee doveva venire a prendermi Alice perché Valentino stava male, aveva la febbre ed era in malattia, salta fuori che ad Abano di stazioni ce ne sono 2 e ovviamente lei era andata a quell’altra (quella di Abano, non Terme Euganee).

Già in macchina iniziano le note dolenti.

Alice è incazzata, nervosa, per il tempo perso, dice, ma quello è solo la scusa del momento.

Nei 20 minuti di strada ha detto di tutto, a mezze parole e frasi smozzicate per non far capire a Leone (ma non facendo capire neanche a me) su chi ha la febbre psicosomatica, con aggiunte del tipo “a me dice sempre di no, a lei non riesce a dire di no” (di chi parla? non ne ho idea), oppure che deve mangiare verdura per prendere vitamine “lui dice che la mangia e allora sono cazzi suoi, non posso corrergli dietro, si arrangia”, altre cose del tipo “mi sono rotta il cazzo, mi dicono che trascuro la famiglia ed è vero ma non me ne frega niente, adesso penso a me stessa”.

E che la fanno incazzare le malattie psicosomatiche, che si deve reagire e non farsi prendere dalla febbre o da chissà cos’altro, ma che stai a dì?
(dopo qualche giorno è risultato che Vale aveva la mononucleosi, altro che psicosomatico!).

Tutta una tiritera di questo tipo a cui non potevo neanche rispondere, con Leone nel sedile dietro, ma ero sopraffatta dal fiume di cose che non capivo e non riuscivo neanche a fermarmi su una cosa che già il fiume in piena era andato avanti…

Vale a casa è un mezzo straccetto, si vede che è pestato e mogio, ma dice che sta meglio, la febbre sembra passata.

Si mangia, Alice ha fatto un po’ di cose, fettine di carne con verdure, il caffè pronto in quantità industriali, lei è a dieta e mangia una specie di crèpe fatta con i preparati per pancakes, in 2 giorni le ho visto mangiare praticamente solo quelle (con le ovvie verdure, ci mancherebbe… ok fatti suoi)

Non sto a raccontare il resto della giornata, siamo andati al castello a far correre un po’ bimbo e cane, poi sono arrivati anche il migliore amico di Leone con il suo papà e verso le 5 io e Vale siamo tornati a casa e finalmente sono riuscita a parlare un po’ con lui da solo.

La situazione è di merda, la convivenza è un’incudine che si portano tutti e due sulla schiena, stanno andando in direzioni opposte e la tensione è in tutte le cose, piccole e grandi.

Vale mi dice che ha messo in ordine in casa (e si vede) lasciando solo le parti con le cose di Alice, insistendo perché anche lei prenda in mano anni di carte e cazzate e cose lasciate in sospeso, facendo pulizia.

Lei dice sì sì e poi non fa niente, quando non distrugge quello che ha fatto lui.

Non le piace lavare i piatti per cui si accumulano per giorni, mi ricordo negli anni scorsi quando era lui che alla fine prendeva spugna e detersivo e si metteva a scalare la montagna di cose da lavare (di solito quando non si trovava più un bicchiere pulito in tutta la casa…).

Stavolta li ho lavati io, e pulito un po’ intorno alla cucina e il tavolo pieno di macchie e briciole.

Vale dice che lei si è rimessa a dipingere per poter fare i mercatini insieme a lui e si incazza perché pulisce i pennelli di acrilico nelle padelle dove dopo devono cucinare.

Dovete trovare una soluzione!

La storia dell’eredità di Gino (papà di Alice, morto un anno fa circa) si trascina, dovrebbero arrivare dei soldi ma è tutto fermo infognato, in mano a gente incompetente chiamata perché è l’amico del cugino della sorella…

E senza soldi di soluzioni se ne trovano poche, e io lo so bene!

Ma Vale dice che qualcosa si sta muovendo, ha lasciato in giro biglietti e la gente lo chiama o chiede il contatto su FB o Instagram.

Poi gli è arrivata la macchina, non poteva essere il momento migliore, senza spendere un granché dato che gliel’hanno regalata, suo papà gli ha pagato il passaggio e io l’assicurazione, e con quella torna ad essere mobile e a poter fare programmi e progetti.

Ieri – domenica 18 – Vale ha trovato una poltrona e 2 poltroncine in regalo ed è andato a prenderle.

Quando le ha portate a casa, tutto contento, lei ha subito detto “ecco sarai contento adesso che hai la tua poltrona da single”…
E dato che nessuno ha reagito alla frase l’ha ripetuta poco dopo, sai com’è nel caso che non si fosse capito.

Lui ha detto “ma come da single, eliminiamo quella poltrona tutta rotta e abbiamo una cosa decente, finalmente” e la risposta è stata “una poltrona per stare bello comodo da solo, che è quello che vuoi”…
Lui allora ha cercato di coinvolgerla, di farla sedere vicino a lui ma lei si è staccata subito brontolando ed è andata in camera…

Rabbia, tensione, senso di qualcosa che sta per esplodere ma sempre contenuto, frenato.

E in tutto questo Leone.
Che è tornato indietro, ha comportamenti da bimbo piccolo, resta appiccicato a suo padre come una patella, al punto di essere fastidioso, aumentando il nervosismo.
Povero cucciolo, reagisce come può, cerca sicurezze dove non ne trova più, lo vedi sbandato, tirato da tutte le parti.

Ieri sera mi hanno accompagnato a Massa in macchina, doveva venire anche Alice ma “non stava bene” (ovviamente) per cui sono venuti solo Vale e Leone.
Leo non si staccava da suo papà neanche per un secondo, neanche per fare il giro dell’orto o per venire con me a prendere le pizze.

Vale ha bisogno di tranquillità, di non essere pressato in continuazione, esattamente il contrario di quello che è in questo momento.

Vorrei poter fare qualcosa, ma cosa posso fare?
Glielo ho chiesto, più che aiutarli con un po’ di soldi, per quello che posso, il modo che vedrei di aiutarli sarebbe essere qui (in Italia ma anche vicino a loro), dargli un punto d’appoggio, una casa dove venire e sentirsi a suo agio, anche con suo figlio, perché no?

Un sogno, che non sarà realizzabile sicuramente per i prossimi mesi, ma chissà?

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