mamma 03 – 03giu13 – rettifica.. per fortuna

E sono contenta di poterlo fare.

Le cose sembra stiano andando un po’ meglio, sicuramente meglio di quello che sembrava solo 2 giorni fa.

Perlomeno dal punto di vista clinico.. 

Vediamo la mamma sempre meglio, i numerini sul monitor collegato ai centomila elettrodi che ha addosso sono sempre più stabili, anche se non “normali”.

Battiti, pressione e chissà cos’altro sono quei numeri, almeno si sono stabilizzati.

Beh ci siamo presi una bella paura, soprattutto io che l’altro giorno vedevo schizzare la tachicardia da 110 a 160, precipitare la pressione a meno di 100, vedevo lei che non teneva gli occhi aperti che per pochi secondi e che straparlava e diceva cose senza senso e non riusciva a respirare.

Dopo la diagnosi del medico, assolutamente negativa, non c’erano molte speranze… diciamo pure nessuna.

Invece.

Ho allarmato tutti coi miei discorsi e mi dispiace… sono umana, come dovevo reagire? 

L’allarme non è rientrato, anzi, ancora nessuno è in grado di dire se ce la farà oppure no ma giorno dopo giorno sembra, e dico sembra, che ci siano più possibilità, che ci si possa permettere un minimo di ottimismo.

Oggi… oggi paradossalmente ci sono stati perfino alcuni lati comici.

Con mia sorella abbiamo riso da non riuscire a smettere.

Alla mamma mettono una grossa maschera di ossigeno che le copre tutto il viso e lei non la sopporta !!

E quando siamo arrivate noi cercava di toglierla, si arrabbiava dicendo “no, non la voglio!!

Alla fine gliel’hanno levata e le hanno messo una mascherina un po’ più piccola con la raccomandazione di non toglierla, mai.

Non c’era verso… velocissima se la levava e noi “no, devi tenerla, se vuoi guarire” e le raccontavamo storie, che ci eravamo incastrate nel traffico di Padova intasata di turisti arrivati per S. Antonio.

Lei faceva la furba, ci distraeva e zak.. si levava la mascherina.

E noi a rimetterla da capo…

E lei che si arrabbiava e diceva “siete due Arpie, la maschera non la voglio!! ”

E noi giù a ridere dicendo “ok, siamo due Arpie e la maschera te la tieni !”

Poi c’era un nuovo vicino di camera, sordo come una campana, col figlio che lo sistemava.

Il figlio ha detto al padre “Bruna ti saluta” e il padre ha risposto: “Bruna è caduta ? poverina si è fatta male?” e noi giù a ridere, tutte e tre, come matte.

Poi la storia del muro..
a un certo punto ci ha detto che il muro della camera di notte spariva.

Ma come mamma, il muro sparisce?

Ma certo, deve esserci una specie di marchingegno, il muro sparisce.

Ma come, sei sicura?
Si si, l’ho visto io.

Inutile dire che il muro è .. un muro, di quelli fatti di mattoni e cemento e che ovviamente non si sposta la notte.

Ripensando al discorso e agli altri momenti di ilarità, stasera tornando a casa, non riuscivamo a smettere di ridere.

La nostra mamma è una sagoma, la stiamo vedendo adesso come forse non l’avevamo mai vista prima.

La cosa più bella è che vediamo, giorno per giorno, tornare la vita in lei.

Sappiamo bene che niente sarà come prima, sappiamo che, ammesso che superi questo momento, in ogni caso non guarirà mai e ci saranno mille difficoltà imprevedibili e mille problemi da risolvere.

Ma abbiamo il cuore un po’ più leggero.

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