Step by step

Un passo alla volta, un giorno alla volta.

Il passo successivo a quello che raccontavo nei miei post precedenti, questo mio cuore che balla il tip tap, è arrivato… beh insomma è arrivato il referto della TAC.

E la mia ansiosa e trepidante attesa di cui parlavo in questo post https://www.lushabar.it/intanto-si-va-avanti/ è finalmente finita.

Perlomeno per quello che riguarda i risultati.

Mi riallaccio a quello che dicevo, avevo fissato un altro appuntamento dalla cardiologa il 10 dicembre, la mattina di quello stesso giorno, non vedendo niente sul sito del CUF mi sono decisa, ho chiamato Uber e sono andata all’ospedale dove ho fatto l’esame.

E ho fatto bene perché sono riuscita a parlare con un operatore allo sportello (di persona per queste cose è sempre meglio che al telefono) che mi ha detto che il referto non sarebbe arrivato prima del 15 dicembre.

Tombola!

Ho cancellato l’appuntamento dalla cardiologa (che ci andavo a fare?) e mi sono messa il cuore in pace (in senso figurato), se ne parlerà a gennaio.

Ma le cose non vanno mai come pensi, la sera del giorno dopo ecco la mail: Envio de Resultados Clínicos.

Ma tu guarda, adesso arriva?

Devo confessare che ho aspettato un po’ ad aprire l’allegato, nonostante fossi ansiosa di vedere i risultati ero anche… intimorita?
Preoccupata di quello che avrei letto?
Spaventata?

Forse un po’ tutte queste cose, forse alla fine avrei voluto che davvero quella risposta arrivasse dopo il 15, quando sarei già stata in Italia, per affrontarla non da sola, o magari solo per rimandare ancora di qualche giorno l’illusione, il mio nascondermi dietro ad un dito col pensiero: finché non so di sicuro faccio come se tutto andasse bene.

Anche quando l’ho aperto, quel referto, e l’ho letto due o tre volte, ho continuato a nascondermi dietro a quel dito, che diventava sempre più piccolo.

Sì, perché ho pensato: ma dice davvero quello che capisco?
beh è in portoghese, io mica lo parlo il portoghese, capisco abbastanza ma spesso capisco il contrario di quello che dice davvero…

A volte è difficile affrontare la realtà, vero?

Io faccio tanto la sbruffona, non mi faccio prendere dall’ansia, affronto quello che viene con tranquillità, calma, positività, a volte anche incoscienza e vigliaccheria.

Ma quando la realtà dice (fatto tradurre e spiegare da ChatGPT):
Calcificazioni coronarie moderate, molto superiori al previsto per età e sesso → rischio aumentato di eventi coronarici a medio termine

Valvola aortica con calcificazione severa (Agatston 1722) → alta probabilità di stenosi aortica severa

Beh, non c’è molto dietro a cui nascondersi, posso fare un coccolone anche domani, o la settimana prossima, o come regalo di Natale.

Ma anche no, giusto?

(ecco che tornano l’incoscienza e la vigliaccheria, brava Luisa, continua così)

Ok, adesso si sa, è scritto lì, nero su bianco, e adesso?

Adesso niente, adesso il programma continua come previsto, fra poche ore ho il volo per andare dai miei, prenderò come sempre la macchina e mi godrò il viaggio, fra 12 ore sarò già arrivata e inizieranno davvero queste belle vacanze di Natale 😊

Lunedì ho l’appuntamento per parlare della pensione, martedì ho preso un appuntamento da un cardiologo in Italia che mi rifarà tutti gli esami di routine, ECG e ecocardio, con in mano quei fogli (che voglio far stampare), e poi si vedrà.

E i prossimi giorni, andare da Valentino e finalmente pianificare il viaggio Italia – Portogallo – Italia che faremo per il trasloco, rivedere qualche amica, magari una pizza, chi lo sa?

Poi arriva Natale, gli angioletti han messo l’ale (non so come verrà tradotta in inglese questa ultima frase, in italiano fa rima e fa parte di una vecchia filastrocca che ho imparato mille anni fa), si mangerà, si starà con la famiglia, si festeggerà.

Tutto come da copione, che cavolo vuoi che succeda?

E poi penso che in fondo io non sono mica la sola ad avere problemi, che cazzo!

Klara mi ha scritto qualche giorno fa che Ruud è caduto e si è rotto tre costole e sta male, povero, e povera anche lei che non finisce mai di combattere.

Luisa non hai l’esclusiva delle rogne, quelle sono come quando piove, un po’ qui e un po’ la, la pioggia cade e bagna un po’ dappertutto, giusto?

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