Siamo già a inizio agosto di quest’anno che sembra appena cominciato.
Questi ultimi sei mesi sono una nebbia in cui intravvedo poche cose, sempre velate nel ricordo che piano piano si affievolisce.
Il lavoro sempre di sottofondo, una carta da parati ormai lisa e scolorita, che non riserva più nessuna sorpresa.
Va avanti sempre uguale, senza più sfide o stimoli, sempre più noioso e ripetitivo, e ogni volta che ci penso mi dico: “dai, ancora due anni, dai, tieni duro”
Non che questo traguardo che mi sono data porterà a chissà cosa dopotutto, è solo che non me la sento di immaginare di più, di meglio.
E come ha detto una volta un saggio amico, ci si accontenta se si sa che non si può avere di più.
(ti ricordi Saso?)
Per cui sarei proprio contenta di arrivare ad altri due anni, di farcela ad arrivarci.
Qualche sprazzo di luce in quella nebbia sono i giorni passati a casa (come sempre, ammesso che si possa chiamare casa).
E cerco di ricordarli e riviverli nella mia mente, vedendo i colleghi che partono per le ferie, la città stessa che si svuota, mi dico che io le mie ferie le ho già fatte, proprio quei giorni, e che devo tenermi cara ogni cosa che ho fatto, ogni minuto che ho riempito in quei giorni.

I giretti al mare fatti con mia sorella e mio cognato.
La colazione al bar con Adriana.
La sensazione di libertà e indipendenza quando ho ritirato la macchina e ogni volta che l’ho guidata, a prescindere se tanto o poco.
I giorni a casa di Valentino.

Il saggio di danza irlandese.
San Marino.
Il pranzo al sushi.
La cena con la fiorentina.
Il pacco da riempire con tutte le cose che mi sono spedita a casa.
La briosce in Autogrill.
La macchina nuova di Valentino.
Il volo, il ritorno a casa mia.
Chissà quante altre piccole cose mi sono già dimenticata, la realtà di tutti i giorni si mangia il poco spazio che c’è nei cassetti dei miei ricordi, il quotidiano li copre come una coperta.

Il quotidiano è il nuovo ristorante che hanno aperto a 50 metri da me (Honest Green) che al momento ha come unico risultato le voci della gente la sera, le macchine parcheggiate dovunque (beh quelle c’erano anche prima), le montagne di immondizie portate davanti alla mia finestra, i bidoni sbattuti e trascinati a mezzanotte o anche più tardi.
E un ulteriore passaggio del camion dei rifiuti, in piena notte, già mi bastavano le altre due volte a notte, al punto che non mi svegliavo quasi più, ma dei ragazzi del ristorante che parlano a voce alta a pochi metri dalla mia finestra avrei fatto volentieri a meno.
Il nuovo coinquilino, Alì, che poverino è bravo, finora, ogni volta che cucina pulisce tutto, compreso il fornello, la sola cosa che mi da un po’ più fastidio è la tavoletta del wc lasciata alzata ma non dico niente, ho visto di peggio in fondo.
E Ruby che se ne andrà presto, ha detto che ha già dato le dimissioni e che il suo ultimo giorno di lavoro sarà l’8 agosto… non ho capito bene però se ci andrà davvero a lavorare fino a quel giorno, nelle ultime due settimane non ci è andata per niente.
Affari suoi, certo, ma sta a casa a rompere i maroni nei giorni in cui di solito sono libera e da sola, quando posso cucinare, fare la lavatrice, farmi la doccia, senza dover tenere conto che c’è qualcun altro in casa.

Non ci siamo mai prese, io e Ruby, sarà perché io ho perso la mia pazienza col tempo, sarà perché è una ragazzina di poco più di 20 anni e non capisce che io invece ne ho quasi 70 e magari ho un modo diverso di prendere le cose.
Io cerco di capire lei ma non è facile… alla fine niente di trascendentale ma sì e no ci diciamo hello, che vuoi che abbiamo da dirci io e lei.
Questo è per me questo inizio agosto, in un periodo in cui la maggior parte della gente conta i giorni fino alle ferie io conto quelli fino a settembre, ottobre, Natale, sopportando il caldo e la noia quotidiana.
Ahhh che pazienza… 😀
Questo è quello che rimane degli ultimi 6 mesi… l’osso della fiorentina 😀