Natale e pre-ritorno

Eccomi qualche giorno dopo il mio arrivo in Italia, il viaggio tutto tranquillo, come ormai decine di altre volte.

Non che mi lamenti, eh, siamo chiari 😀

La macchina che mi hanno dato è ovviamente diversa (e più grande) di quella che avevo prenotato, una Toyota C-HR Hybrid, neanche male dai, cambio automatico che non mi dispiace, ancora non ho capito bene quanto consuma, è una sorpresa che mi riservo per oggi quando farò il pieno 😀

Mi è costata molto di più del previsto però, pochissimo di noleggio, una botta sui denti di protezione danni… pazienza, mi ricordo un anno fa che mi era andata peggio.

E poi sarà una delle ultime volte.

Adesso i giorni appena passati mi si confondono nella memoria, devo fare un po’ di mente locale.

Sono successe un po’ di cose.

Lunedì 15 dicembre l’appuntamento al patronato.

Sono andata con Adriana, abbiamo trovato una tizia gentile, che sembrava sapere di cosa parlava (anche se col senno di poi mi è ancora rimasto qualche dubbio), che ha controllato, cercato, spulciato gli ultimi 40 anni della mia vita, per arrivare sempre allo stesso risultato: non ho diritto ad un centesimo, niente pensione per me, di nessun tipo.

È un po’ complicato da spiegare, e questa non è la sede giusta per farlo, ma né pensione di anzianità, né di vecchiaia, né minima, né l’assistenza che hanno perfino gli extracomunitari che arrivano col gommone, niente di niente.

La cosa più assurda è che uno dei requisiti è essere stata residente in Italia negli ultimi 10 anni… ma come fa una che torna da aver lavorato all’estero ad avere questo requisito (questo è il mio dubbio)?

Mistero!!

Vabbè, per ora messo da parte l’argomento, si ripresenterà a febbraio.

Secondo passaggio, la visita cardiologica, martedì 16 dicembre a Ferrara.

Non era il cardiologo che mi aspettavo ma una dottoressa, e magari è meglio così visto che è un medico che lavora anche al centro cardiologico di Cotignola che, da quello che ho capito, è uno dei migliori d’Italia.

Anche lei ha spulciato tutti i miei esami, mi ha fatto un’altra scrupolosa ecocardio, per confermare senza più dubbi quello che già era venuto fuori dagli esami fatti in PT, con forse un accento di più sullo stadio “grave” della mia stenosi aortica.

Adesso che si fa?

Si fa una bella vita tranquilla, senza sforzi, si prende la cardioaspirina, si smette di fumare 😀

E dato che la mia è una situazione cronica che si evolve e peggiora col tempo, arriverà il momento in cui avrò male o uno svenimento, a quel punto Pronto Soccorso immediatamente e si fa l’operazione.

Devo mandare alla dottoressa le immagini della TAC che lei farà già vedere ai cardiochirurghi dell’ospedale di Cotignola che daranno anche loro un’opinione, più che altro sull’urgenza.

Il giorno dopo sono partita per Padova e casa di mio figlio, piena di idee e programmi che mi frullavano per la testa pensando al nostro viaggio-trasloco-vacanza.
(se per caso non si sa bene di cosa sto parlando l’idea era che Valentino partiva dall’Italia in macchina per venire a Lisbona a prendermi e poi tornavamo insieme)

Devo dire che quella è stata una delusione, mi figlio mi ha detto che ci ha pensato:

  1. I costi sono proibitivi (vero, la mia stima era intorno ai 2000€).
  2. Il periodo dell’anno per viaggiare è forse il peggiore, specie pensando di attraversare le Alpi e i Pirenei (vero).
  3. 2500+2500 km sono davvero tanti per la sua macchina (vero, infatti avevo già pensato di noleggiarne una, con conseguente aggravarsi del problema 1).
  4. I tempi sono lunghi, ci vuole come minimo una settimana solo per il viaggio andata e ritorno (vero).
  5. Una vacanza insieme si potrà sempre fare, prima o poi, senza essere legati ad un certo itinerario (so già che una cosa come quella che io sognavo non succederà mai, pazienza, i sogni qualche volta si realizzano, quasi sempre no!).

Delusa ma, razionalmente, pensandoci e ragionando, non era una cosa che avesse moltissimo senso.

Programma accantonato, alla fine Valentino ed Elena, la sua compagna, verranno a Lisbona gli ultimi giorni che ci sarò anch’io, a darmi una mano, a farsi qualche giorno di vacanza, oppure solo pensando “adesso o mai più” 😊.

Non si può neanche più cambiare idea, hanno già preso i biglietti aerei, prenotato un albergo vicino a casa mia, anch’io ho già il biglietto per il 5 febbraio, tutto è deciso e definito, l’avventura lisboeta sta per finire Lu!

E appena torno a casa inizio a fare scatoloni e spedire, e a buttare via roba, ovviamente.

Poi c’erano gli altri problemi da affrontare, l’agenzia delle entrate – fatto ed è tutto a posto, perlomeno la parte fiscale, il resto lo vedrò quando torno – la Leo e i suoi regali di Natale – lo scrivo come se fosse un problema fondamentale relativo al mio ritorno in Italia, non lo è ovviamente ma lo è stato in questi giorni, si sa com’è soverchiante la Leo – la residenza in Italia, dovunque sia, per poter avere l’assistenza sanitaria.

E per quest’ultima cosa ho avuto una sorpresa, una di quelle belle, una volta tanto.

Sono andata da Cetta, l’ho trovata peggiorata, con lo stent intestinale, dopo aver subito due lunghe operazioni nei mesi scorsi, di cui io non avevo idea, visto che non mi faccio mai sentire, stronza che sono, con un’altra operazione non ho capito per cosa già prenotata la settimana prossima (non me l’ha saputo dire neanche lei in effetti).

Ma Cetta è sempre Cetta, se può darti l’anima te la dà.

Quando, raccontandole i miei problemi, le ho detto che ero quasi disperata cercando un posto dove portare la residenza lei mi ha detto semplicemente: portala qui.

All’inizio pensavo di aver capito male ma lei me ho ha ripetuto e confermato, mi autorizza fin da ora (parole sue) a fare la richiesta di residenza a casa sua.

Questo non implica nessun impegno o obbligo per lei, ieri sono andata in un comune per averne la conferma, non vorrei mai crearle altri problemi oltre a quelli che già ha.

Non essendo consanguinei non rientro nel suo stato di famiglia, come sarebbe successo con mia sorella o Valentino, semplicemente figura che anagraficamente vivo lì.

Cosa che non succederà in ogni caso, ma almeno sarò tornata legittimamente in Italia e potrò fare quello che fanno gli altri cittadini: votare, avere un medico, pagare le tasse… vivere 😀

Cetta forse non ha idea del peso che mi ha levato, se devo essere sincera non sono sollevata ancora neanch’io, sai com’è, lo sarò sul serio quando ci saranno le carte fatte 😉

Risolto, per quanto solo come possibilità, questo problema, ieri sono stata un po’ in giro, in comune come dicevo, dai cinesi a prendere un paio di grossi rotoli di nastro da pacchi, che mi servirà, a prendere Leone al pullman di ritorno da scuola (che è arrivato con più di mezzora di ritardo), da Lando a Veggiano a salutare Paolo (quasi-fratello di Vale che ha avuto qualche problema di salute), e ieri sera la pizza con le amiche di sempre.

Siamo a oggi, sabato 20 dicembre 2025, Valentino è già partito per il suo mercatino a Vicenza, io mi sono svegliata alle 4:30 e mi sono messa a scrivere.

Fra un’ora o due partirò per tornare da Adriana e inizierà il pre-Natale, con spesa, cose da cucinare per la vigilia, quando verranno mio nipote e la sua compagna, e per il 25 quando sarà il turno di Vale e Leone.

E il 26 si riparte, ultimo viaggio verso Lisbona, altra tappa di questo ritorno.

Ma ne parlerò…

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