All’inizio della settimana che sta finendo ero in trepidante, ansiosa attesa, della visita dalla cardiologa per sapere finalmente lo stato di questa valvola aortica che fa i capricci.
Sono andata alla visita, oh sì, ma il referto della TAC ancora non c’era, per cui per niente.
Ho chiamato, sollecitato, mi hanno detto che entro un paio di giorni sarebbe arrivato tutto, ma finora non ho visto niente.
Sono proprio portoghesi.
A dire la verità la cardiologa era seccata quanto me, poverina si è sbattuta per farmi cancellare l’appuntamento in modo che non dovessi pagare per niente, e farmene fissare un altro per la settimana prossima.
E speriamo che per allora il referto arrivi, altrimenti io parto per l’Italia, la dottoressa non ci sarà le due settimane successive (è Natale in fondo), tutto verrebbe rimandato ai primi di gennaio.
E non va bene, proprio no, io devo sapere al più presto cosa succede e cosa fare dopo.
Così adesso sono ancora in ansiosa, trepidante attesa, e incrocio le dita.

Questa settimana sono anche andata in Ambasciata per la Carta d’Identità elettronica.
Ne andasse una dritta, non la fanno al momento come il passaporto, ti arriva a casa per posta entro 15 giorni… peccato che io fra 15 giorni non ci sarò per cui la faranno arrivare in Ambasciata e a gennaio dovrò andarla a prendere.
Vabbè, pazienza.
Nel frattempo, a casa… mamma mia sempre peggio.
Io non mi considero un genio, tutt’altro, ma certe cose non riuscirei neanche a sognarle.
Ma gli idioti li hanno mandati tutti da me?
Parlo dei miei cari coinquilini che non smettono mai di stupirmi, e di sconcertarmi.

Dopo aver insistito, e mostrato, cosa devono fare con l’asciugatrice, alla fine sembra che almeno uno di loro abbia capito che deve pulire il filtro.
Quello che non avrei mai immaginato è che lo spesso strato di peli e fibre che resta dopo un ciclo di asciugatura potesse essere buttato fuori dalla finestra della veranda.
Per terra ovviamente, tanto fuori c’è spazio, no?
L’idea di buttarlo nel secchio delle immondizie a quanto pare non ha neanche sfiorato quella mente eccelsa.
Credo che sia la stessa mente che immagina che in questa casa ci sia una quantità alberghiera di posate, piatti e bicchieri e infatti, man mano che passano i giorni, le quantità disponibili di questi articoli diminuiscono vertiginosamente.
Solo quando nel cassetto non ci sono più cucchiaini o coltelli, o quando nella credenza non restano che uno o due piatti, solo allora tutto riappare come per magia.
Non oso immaginare cosa c’è nella sua stanza.
E se adesso non oso, mai più potrei immaginare cosa ci fosse solo un paio di giorni fa… e spiego.
Ho comprato un rotolo da 50 sacchetti per le immondizie (che fra l’altro la persona in questione non mi ha ancora pagato) e il rotolo era chiuso dalla sua fascetta mentre usavamo quelli che erano rimasti del rotolo precedente.

Un paio di giorni fa vedo il rotolo aperto… strano visto che difficilmente tutti e due loro si occupano delle immondizie (sicuramente non le portano al bidone esterno, cosa già raccontata, che non è cambiata di una virgola).
Vabbè, a qualcuno sarà servito un sacchetto.
Poi per caso, cercando una cosa che Sandra ha dimenticato qui, ho guardato dietro la tenda che “chiude” la parte in fondo della veranda.
Che bella sorpresa, c’erano 3 o 4 sacchetti, e sono quelli grandi da 50 litri, pieni di bottiglie, contenitori, insomma, plastica. Da buttare ovviamente.
Ma erano lì, ben nascosti dalla tenda.
Ora, io mi chiedo: ma fino a due giorni fa dove la teneva tutta quella plastica da buttare?
Sparsa per la sua stanza? (mi chiedo anche cosa aspetta a portarla fuori)
Pazienza…
Pazienza anche per il resto di cose buttate alla rinfusa nel bidone del generico, plastica e lattine, e poi la carta nel bidone della plastica, ma ci vuole una laurea in ingegneria a capire che una scatola di cartone è di cartone, NON di plastica?
Ma anche pazienza per il resto, il bagno è sempre più sporco, io una volta giravo per casa in calzini, specie di notte per andare in bagno, adesso sicuramente non posso più farlo, che schifo.
Non vedo l’ora di andarmene da qui.
La settimana prossima, sabato 13, ho il volo e starò lontana per un paio di settimane, poi ancora un mesetto e vado via del tutto, addio casetta, è stato bello, ma ora non lo è davvero più!!
Sono diventata insofferente, sinceramente in questo periodo mi danno fastidio cose che una volta avrei si e no notato.

È vero, ho altro per la testa e che si aggiungano anche queste cazzate non mi aiuta di sicuro.
Ma sti francesi sono proprio dei cessi.
Almeno qualcosa di buono è successo.
Ho venduto la cassettiera, l’aspirapolvere e la scaletta (a Sandra), e regalato il minipimer vecchio, che non so neanche chi ha portato a casa dei 15 e più coinquilini che sono passati di qua negli anni.
Via dalle palle, avanti un altro.
Adesso voglio vendere assolutamente la trapunta di piume d’oca, occupa un sacco di spazio (da sola riempie la valigia grande) e non lo userò mai… via via, sciò!
E andiamo avanti.