C’era una volta

Si parlava nel floor ieri sera a proposito di come la gente sta insieme e di come sono cambiate le cose rispetto a quando noi, che siamo quasi tutti vecchietti, eravamo ragazzini o bambini.

Ci si ricordava dei pomeriggi fuori a giocare nei giardini del quartiere o anche semplicemente nel cortile di casa, senza la paura di mille pericoli che hanno i genitori di adesso.

Ci lasciavano uscire da soli, magari andare a casa di qualche amichetta o semplicemente ai giochi del parco, non accompagnati, senza cellulare in tasca (come hanno molti bimbi di adesso), senza costante controllo, a sporcarci di terra e a sbucciarci le ginocchia.
E Chiara raccontava che quando era ora di cena c’era il passaparola da un palazzo all’altro per chiamare i bimbi a casa.

Ma quando mai questo succede adesso?

Pensando a come le cose sono cambiate da allora, per associazione di idee, ho pensato a quante volte osservo la gente dovunque si va che ha sempre il telefono almeno a portata di mano, se non lo sta usando.
Anche quando stanno con altre persone, anche in gruppo con amici, proprio sempre.

Qualche giorno fa ho scritto questo in Keep:

7 maggio 2019
Stamattina sono arrivata un po’ prima al lavoro e mi sono fermata fuori dalla caffettiera, dove c’è la tettoia con i tavolini.
C’erano 5 ragazzi seduti ad uno dei tavoli e un silenzio di tomba, interrotto solo dagli aerei che passavano e dal fruscio dei passi di chi passava.
I 5 ragazzi erano insieme ma erano ognuno solo, col telefono in mano, ognuno perso nel suo mondo.
Dopo 10 minuti buoni uno ha detto qualcosa e un altro ha riso.
Si è capito solo allora che erano francesi, non che cambi qualcosa.
Li ho fotografati e non credo che se ne siano accorti.
Avrei voluto dirgli qualcosa, svegliarli da quel sonno fatto di isolamento, dirgli hei, siete in 5, lontano da casa, parlate la stessa lingua, fate lo stesso lavoro, possibile che non abbiate niente da dirvi?
Ma non si fa.
Sono rimasta guardarli fino a quando hanno tirato su i loro telefoni, i bicchierini ormai vuoti del caffè (uno non si era neanche accorto di averlo finito), i loro culi dalle sedie, e se ne sono andati.
Io sono qui da sola ma sai una cosa?
Sono meno sola di loro.

La mia strada è quasi finita, non vedrò ormai molti anni e non vedrò come continuerà la storia ma vedere queste scene mi fa paura.

Penso a mio nipote e a come crescerà, penso ai suoi figli… e davvero mi dispiace per loro, per il mondo che gli abbiamo creato e in cui dovranno vivere.
Soli.

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