Tornare in Italia

Sottotitolo: mucche!

Stamattina mi sono svegliata con il pensiero delle mucche.

Mucche? Si si proprio mucche!

Tutto è iniziato con la tua risposta alla mia mail in cui ti dicevo che se trovassi qualcosa di decente da fare in Italia ci tornerei, se ne valesse la pena.

Mi hai risposto con l’idea, il sogno, di un lavoro semplice, in un modo diverso, tranquillo, in un mondo fuori dal mondo.

Tipico di te, l’idea dell’alpeggio in montagna, il tuo sogno nel cassetto della casetta persa fra i monti, magari in stile walser delle tue zone, i ritmi tranquilli del lavoro con gli animali, l’erba da tagliare, lo steccato da riparare, la legna per il camino, e via così.

Mi sono resa conto del fatto che, se per me idealmente poteva essere un sogno che condividevo a livello di idea, beh dopotutto non la considero una scelta di vita realistica.

Mi hai mandato un link di offerte di lavoro di questo tipo:
http://www.ruralpini.it/Alpeggi-lavoro-offrono.html

E sono andata a vedere le offerte, oh si che bello.

Azienda agricola in Veneto provincia di Vicenza… cerca operaio agricolo con esperienza per lavoro con animali, stalla, pascolo e gestione pulizie generiche… si offre vitto, alloggio e compenso da concordare… no perdi tempo, no Heidi

Oppure:

cerco ragazzo dai 20 ai 40 anni per lavoro presso azienda agricola… si richiede conoscenza della lingua italiana ed esperienza consolidata nella cura degli animali… in particolare pecore, vacche, cavalli… si offre vitto, alloggio e compenso da concordare… no perdi tempo

O anche

Cerco operaio/a per stagione estiva in alpeggio in Piemonte… Capaci di mungere a mano… mansioni: mungitura, pascolo ecc… vitto e alloggio e stipendio da concordare

E ancora

Cerco una persona per la stagione estiva da giugno a fine settembre per la custodia e mungitura delle vacche

Ecc, ecc, amen!

Mi sono immaginata un eventuale curriculum da presentare:

Buongiorno, mi chiamo Luisa (non Heidi), ho 62 anni, so scrivere e far di conto e non ho permesso di soggiorno.

Parlo in modo sufficiente 3 lingue, ne capisco altre 2, sono abbastanza specializzata a parlare con la gente e a risolvere i loro problemi in un dato contesto, me la cavo in modo decente con le “nuove tecnologie”, cose strane tipo un computer e relative applicazioni.

Il mio rapporto con pecore e mucche si è limitato, negli ultimi 40 anni, a sporadici incontri a distanza NON ravvicinata e a passare con la macchina su strade piene della loro cacca (vedi immagine illustrativa in calce).

L’ultimo mio incontro con la specie equina risale a qualche anno fa quando portavo mio figlio in un maneggio ma ne ho anche visto uno per la strada qualche tempo fa.

Non ho la minima idea di come sia fatta una mungitrice meccanica, ho una vaga idea invece di come si faccia a riparare uno steccato, con martello e chiodi me la posso cavare.

La mia esperienza lavorativa in ambienti rurali è stata un paio d’anni a dare da magiare ai polli e a raccogliere i pomodori e le zucchine dall’orto (cose che ovviamente non avevo seminato/piantato io).

Fisicamente non sono ancora da rottamare, nonostante il mal di schiena e l’urgente necessità di un grosso lavoro ortodontico, posso però dire a mio favore che negli ultimi 3 anni ho perso l’abitudine di tenere sempre il culo su una macchina, uso molto i mezzi pubblici, soprattutto la Metro (esiste la Metro dalle vostre parti?).

Vi chiedo di prendere in considerazione la mia candidatura, le bestemmie nelle suddette 5 lingue sono garantite a priori.

Ma stiamo scherzando?

A parte gli scherzi e i sogni, è vero, tornerei in Italia, in fondo solo per essere un po’ più vicino ai miei e per sentir parlare la mia lingua intorno a me quando esco di casa la mattina (per il lavoro e il resto la sento già).

Ma, come dicevo, ne deve valer la pena, non ci tornerei per fare la fame (com’era quando stavo a Milano) o per impazzire per trovare i soldi per pagare le bollette (cosa che stando qui ho dimenticato cosa significhi).

Altrimenti chi me lo fa fare?

Sono abbastanza vecchia e saggia da pensare: belli i sogni e i film mentali, la realtà è un’altra cosa e dopotutto questa mia realtà è una botta di culo a cui non volto le spalle per un sogno.

T’è capì?

Ma va ciapà i ratt, ti e le vacche.

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