Goodbye Wish, Hello Netflix

14 gennaio 2019
Ieri è stato il mio ultimo giorno in Wish.

Ancora non lo sapevo, non ne avevo la certezza, ma tutto diceva che lo era.
Ho eliminato templates storici, ho riunito le mie migliori risposte tutte nel file excel, se ci sarà la possibilità di averlo a casa sarà un bel ricordo.

La mia cartella adesso resterà ferma per un po’ e fra qualche mese qualcuno farà pulizia e cancellerà tutto.
3 anni di lavoro riassunti in un paio di files neanche tanto grandi, anzi potrei dire striminziti.
Ma così è, si cambia, si volta pagina un’altra volta e si riparte.

Cambierà il lavoro, cambieranno i colleghi, non perderò di vista chi mi è stato a fianco per mesi o anni ma non sarà più come prima.
Non dico meglio o peggio, solo diverso.
Insomma come è stata la mia vita negli ultimi 10 anni.

Me lo ripeto, lo so che mi dovrei essere abituata, lo so che imparerò e forse riuscirò, nonostante tutto, ma la voglia di scappare è lì, latente e sempre presente.
Continuo e affronto quello che arriva ma solo per forza di volontà e la mia volontà è tutt’altro che storica, io sono sempre stata quella che si arrende, non che va alla carica e affronta tutto.
Proprio no.
E il nido caldo che per me era diventato Wish si allontana sempre di più.
Ho paura, caxx, sono terrorizzata.

17 gennaio 2019
Cito qui quello che ho scritto in Keep in un momento di pausa:

Devo mettere in ordine le idee. Parto dal presupposto che non voglio stare al telefono.
Mi hanno chiesto la disponibilità x Netflix quando ero ancora dentro al periodo in cui era possibile non rinnovare il contratto.
La scelta non era fra questo o quel progetto, era fra continuare a lavorare in TP oppure no.
Sinceramente quando mi hanno proposto x la coda inglese pensavo di non essere all’altezza per cui ho accettato di provare, per non dire di no a priori.
Antefatto: appena rinnovato il contratto indeterminato avrei dovuto iniziare il grosso lavoro ai denti che mi serve. Solo con una sicurezza alle spalle potevo pensare di iniziare per cui aspettavo la data del rinnovo.
Solo che prima di quella data tutto si è mosso, e in fretta.
Adesso mi ritrovo a dover iniziare un lavoro che non potrò fare se inizio dal dentista oppure rinviare il dentista (cosa che non potrò fare x molto dato che perdo pezzi quasi ogni giorno).
Si tutto questo non so a chi chiedere aiuto dato che sono in un Team che ancora non esiste, non ho referenti ne supervisor a chi rivolgermi.
Andare al support?
Non so a chi chiedere

23 gennaio 2019
I’m Netflix !
Even my schedule says it, I see my timetable for the last and this week and, magically, Wish disappeared and Netfl came.
I’m in it, now, without choose it, without any decision by myself, like a packet moved from a place to another.

2 days ago I was in cafeteria and all my ex colleagues were around me, people that I know from months or even years.
Yesterdays new people were there, near me.
And all my certainty is gone, with the old ones.

26 gennaio 2019
Come è vero che tendiamo a dimenticare le cose che ci fanno del male.
Nel mio caso è probabilmente più vero che per altre persone, in fondo è la storia della mia vita.

Molti dei passi e delle scelte che ho fatto nei miei 60 anni sono stati dettati proprio dall’aver dimenticato che scelte simili o momenti particolari erano stati negativi e avevano portato a conseguenze negative.
Io dimentico.
Ma poi nel modo più inaspettato, ricordo.

E così sta succedendo adesso.
Ti ricordi Panico ? Beh sicuramente no, non me lo ricordavo neanch’io…

Si è ripresentato, come una martellata sui denti, esattamente come 4 anni fa, è bastata una giornata in cuffia e tutto è tornato come allora.

Una paura che veniva dalle viscere, completamente irrazionale e irrefrenabile, che sfociava in pianto e tremore, che mi impediva di fare qualunque cosa, di rispondere al telefono e di guidare, di cucinare, di accendere il pc, di fare le cose più banali che fanno parte della vita normale di ogni giorno.
Li chiamano “attacchi di panico”.

Ed è quello che mi è successo, di nuovo, come se non fossero passati 2 giorni da allora.
Dicevo un po’ più su, in questo stesso post, che avevo paura, una paura irrazionale e me ne rendo conto, ma in quel momento non mi rendevo conto dei campanelli di allarme che suonavano da tutte le parti, o meglio non li consideravo come tali.
Caxx, non mi ricordavo più.

Sono arrivata a casa, l’altroieri sera, stravolta.
Ho mangiato? non lo so.
Ero esausta senza capire, dandomi mille motivazioni, sono andata a letto presto e ho spento la luce poco dopo le 11 (tieni conto che ho finito di lavorare alle 9..)
Mi sono addormentata di botto e ho iniziato a sognare, a rivivere minuto per minuto la giornata e quelle precedenti, una volta, mille volte, mi svegliavo piangendo e sudata fradicia e poi mi riaddormentavo e tutto ricominciava.

Quando mi sono svegliata ieri mattina ero sfatta come uno zerbino su cui sono passati piedi per 20 anni.
Ieri non sono andata al lavoro, niente avrebbe potuto farmi mettere il naso fuori di casa.
Adesso mi viene da piangere solo al pensiero di tornare al lavoro lunedì mattina, mi viene la nausea a leggere o sentire parole in inglese, ho il terrore che suoni il telefono e di dover parlare.

Mi sembra che in una ventina di giorni la mia vita sia stata rivoltata come un calzino, penso e ripenso, anche se non vorrei, al colloquio con la recruiter che è venuta in Wish, quando è stato?
Devo vedere il calendario, era l’8 gennaio, e tutto quello che è successo dopo, le interview in inglese, il training, il contratto in scadenza (ma scade o non scade? Tu lo sai? io ancora no, nessuno ha detto niente, solo l’orario dice che sono ancora lì, e lo dice fino a lunedì, dopo c’è il vuoto).

Sono 18 giorni che sono stati lunghi come 18 anni. In tutto questo Eli che se n’è andata, Roberta che va via fra 3 giorni, le ferie che forse si, forse no, forse boh, i denti che mi stanno cadendo un pezzetto alla volta, mamma mia basta, fermate tutto, non ce la faccio.

E mi ci mancavano gli attacchi di panico!!
Come potevo pensare di farne a meno?

Devo chiudere questo post infinito prima di cominciare a ripetermi (se non l’ho già fatto, in questo caso scusami, ho il cervello che va a mille e non sono molto razionale).
Ti ricordi quando scrivevo che avrei voluto un buco bello profondo per potermici nascondere?
Beh, ci risiamo un’altra volta.

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