Ferie, ferie, ferie

Sembra impossibile ritrovarmi così stanca.

Mi dico che in fondo non è che non mi fermo da chissà quanto, in fondo negli ultimi mesi mi sono concessa le mie due “fughe” che avrebbero dovuto darmi un po’ di carica e di stacco dalla vita di tutti i giorni, no ?

Eppure anche quelle “fughe” hanno avuto ben poco effetto, qualche giorno di meno stress al ritorno, in un certo senso hanno contribuito a far crescere questa stanchezza ancora di più.

Ma ci sono arrivata, le prime vere ferie da febbraio, ammesso che si potranno chiamare così.

Il primo giorno lo stacco ancora non si sente, in fondo sono in ferie da poche ore, stamattina non è molto diversa dalle altre mattine, svegliarsi rincoglionita dopo una notte di sonno interrotto troppo spesso, il caffè, i saluti su WA, la testa ancora sui ticket di ieri.

Ma so che non ci saranno ticket oggi, né domani, né nei prossimi 18 giorni.

E dici niente…

La sveglia stamattina me l’ha data Valentino con una foto.

Loro adesso sono sul traghetto che li porterà in Sardegna una settimana, come quando era la nostra famiglia a fare quel viaggio, a prendere un traghetto simile per una vacanza simile.

Per Valentino sicuramente una delle cose più vicine a tornare indietro alla sua infanzia che potrebbe trovare.

La foto è quella di Alice e Leone davanti al traghetto, mamma mia quante volte ho vissuto quei momenti, noia assoluta in attesa di salire con la macchina, noia assoluta le ore del viaggio, aspettativa nei confronti di quello che avremmo trovato all’arrivo, la sensazione di arrivare in un mondo nuovo al momento dello sbarco.

Io mi sentivo sempre una specie di Colombo che arrivava con la sua Caravella, poco importa se ci aspettava un posto ben diverso dall’America, poco importa se eravamo migliaia di Colombo a sbarcare da quei traghetti, inscatolati nelle nostre auto cariche di ombrelloni e materassini pronti ad essere gonfiati.

Non so neanche se abbiamo foto di quel periodo, probabilmente si, saranno fra le migliaia di diapositive che si è portato via mio marito (ha ragione Valentino che vorrebbe digitalizzarle, a che servono lì?)

Oltre a questo stamattina aspettando il caffè ho fatto qualche conto.

20 anni fa, Sardegna S. Teodoro con Marina e Fabrizio e Simone che era piccolino, 1997, la strada fino a Livorno l’abbiamo fatta da soli io e Valentino, una delle cose che non scorderò mai è quell’autostrada piena di camion fino all’inverosimile, una enorme unica coda di camion nell’autostrada allora a 2 corsie, la corsia di destra senza soluzione di continuità solo camion, uno dietro l’altro, un serpente lungo decine di chilometri.

E la corsia di sorpasso che non lo era più, era il solo modo di andare avanti in macchina.

Lato destro camion, lato sinistro auto, nessuna possibilità di rientro, o stavi da una parte incastrata fra un camion e l’altro o dall’altra mantenendo la velocità bella sostenuta, se no quello dietro ti arrivava a 10 cm dal culo coi fari puntati sul collo.

Questo praticamente da Sasso Marconi a Firenze e poi a Livorno.

Che viaggio quella volta, Valentino aveva 11 anni, io non guidavo da sola per tanta strada da parecchio tempo (dopo ci ho ripreso l’abitudine), con la Focus che camminava benino.

Non ricordo molto del viaggio in traghetto, dopo in Sardegna i giorni con Marina & famiglia fino a quando siamo andati a prendere Francesco all’aeroporto a Olbia.

Aereo in ritardo, casino, che succede ? cosa è successo ?

Dopo è saltato fuori che da quell’aeroporto era partita da poco Lady D e guarda caso quella stessa sera è andata a spalmarsi in quel tunnel a Parigi.. 31 agosto 1997

Ecco, 20 anni quasi esatti dopo, io a Lisbona penso a mio figlio ormai con la sua famiglia che fa quella stessa strada, per salire su un traghetto sicuramente molto simile a quello di allora, per andare in quella stessa America, fra l’altro per trovare le stesse persone (compreso suo padre).

La vita è davvero strana, quante volte penso “ma chi l’avrebbe detto che sarebbe andata così”.

E io penso alle mie ferie, le cose da fare oggi e domani, cosa mettere in valigia, cosa portare, la macchina noleggiata per quando sarò a Padova, il pc decente che voglio prendermi e farmi sistemare da Valentino quando sarò da lui la settimana prossima.

E la voglia, stavolta davvero grande, di tornare a casa, di sentire di nuovo la mia terra sotto i piedi, la mia lingua per la strada, i miei posti dove ho vissuto e riso e pianto.

Ultimamente mi mancano più del solito queste cose, sarà la stanchezza, sarà che Lisbona è meravigliosa ma è lavoro, non è casa.

Buon viaggio ai miei ragazzi, al mio bimbo che si starà riempiendo gli occhi di cose per lui del tutto nuove, spero che sia la prima di molte volte.

E buon viaggio anche a me, buone ferie Luisa !

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