Cose da fare

Iniziano a essere dette cose.

Del tipo:
“e allora col lavoro, cosa pensi di fare?”.. come se io stessi qui in vacanza, come se non lo cercassi tutti i giorni.

Il problema è che, secondo loro, non cerco abbastanza.

E sicuramente non abbastanza quello che a loro piacerebbe di più.

Forse se non fossi qui, se non avessi un tetto sulla testa o un piatto di minestra sulla tavola tutti i giorni, è vero, magari mi accontenterei di più.

Forse sbaglio, e lo so, a non perdere la speranza di trovare un lavoro che sia più “mio”, adatto a me e a quello che so fare.

è che ancora non sono rassegnata a cercare solo lavori di pulizie o lavapiatti o assistenza ad anziani.

Forse sbaglio a pensare di valere qualcosa di più.

Come non sono rassegnata a restare in questo posto dimenticato dal mondo per il resto della mia vita.

Ma iniziano a farmi pesare il fatto che qui sono ospite non pagante.

è scaduta l’assicurazione della macchina.

Mio cognato ha detto “per stavolta i soldi te li anticipo io ma ricordati che è solo un prestito…”

Sono molto interessati a come se la cava Francesco, il mio ex marito, se ha lavoro, se gli entrano soldi.

All’inizio pensavo che fosse perché speravano che mi mandasse qualcosa ogni tanto.

L’altro giorno, sempre mio cognato mi dice “hai mai pensato di tornare con lui ?

In fondo siete ancora sposati, avete fatto tutti e due degli errori ma dovreste aver imparato, sarebbe la cosa migliore che potresti fare…”

Se mi avesse dato un pugno nello stomaco mi avrebbe fatto meno male.

Mi ha fatto capire che con tutto il suo parlare e il suo “buon senso” non ha mai capito da cosa sono scappata.

Gli ho risposto “non credo che ne avrei ancora la forza..”

Mi ha fatto anche capire che sono stanchi di avermi qui, in questo modo.

Che stanno immaginando soluzioni, anche estreme, per farmi andare via, visto che non possono essere loro a cacciarmi.

Vivo qui da un anno.

E 7 mesi di quest’ultimo anno sono stati riempiti dalla malattia e poi dalla morte di mia mamma..
se così non fosse probabilmente tutto questo sarebbe iniziato molto prima.

E io sempre di più sto pensando a un modo di scappare.

In un modo o nell’altro.

Cose da fare:

chiamare Manpower per l’inserzione a cui ho risposto oggi

chiamare Francesco per vedere se mi può mandare qualche soldo

informarmi sulla possibilità di gelaterie in Germania, lavori di volontariato in Africa, cura dei babbuini in India o offerte di imbarco da Green Peace (o simili).

E magari mi viene qualche altra idea.

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One comment

  1. commento un anno dopo, o quasi..
    il modo l’hanno trovato, dopotutto.. sono qui a casa di Anna da aprile ma sempre tornando a “casa” i fine settimana.. fino ad ora..
    adesso non ci tornerò fino a Natale, razionalmente ha senso, spendo meno e cosa ci andrei a fare?
    a vedere le occhiate di traverso, pur con tutte le buone intenzioni, perchè non faccio niente ?
    a dover chiedere per favore se mi prendono il tabacco?
    e tutte le piccole cose di ogni giorno.. no, meglio così, meglio se sto qui, anche se mi sembra di pesare su Anna senza averne il diritto, di sfruttare la sua generosità..
    lei è contenta se ci sono, si sente meno sola e in effetti ha un periodo parecchio complesso e difficile, fra Carlo in ospedale a Motta, suo figlio che sta con la sua ragazza da un paio di mesi e un giorno è Miele e il giorno dopo è Ringhio, il lavoro in ufficio che si complica e i rapporti con qualche collega non troppo sereni…
    lo so che ha piacere se ci sono ma continuo a pensare che non è giusto che si accolli anche me..
    il discorso resta sospeso, per forza…

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