Stipendio e pensieri

Il via ai pensieri lo ha dato lo stipendio accreditato, puntualmente come sempre, sul conto in banca.

Ritorno a respirare un po’ meglio adesso, è stato un mese duro questo Aprile che sta finendo.

Iniziato con il fine settimana di Pasqua in malattia, 3 giorni a tossire e a riempire rotoli di carta igienica quasi senza soluzione di continuità.

Ma questo non sarebbe niente, ci si ammala, che discorsi, il problema è che ammalarsi qui, lavorando in Portogallo, vuol dire perdere soldi, oltre a spenderne.

Venerdì Santo, sabato e domenica di Pasqua hanno comportato visita medica e medicine, ovviamente a pagamento (e menomale che c’è Allianz) , 3 giorni di lavoro non pagati (e 100 € sono volati così), 2 compensation days persi (e quest’anno sono meno degli anni scorsi, per il gioco del TP weekend).

Insomma lo stipendio accreditato è piuttosto magro e volerà via velocemente il prossimo mese di maggio, quest’anno non potrò permettermi un giretto tipo le Azzorre o la Galizia dell’anno scorso, quest’anno le poche ferie si fanno a casetta, a Lisbona.

In questi giorni ho anche in mente di cambiare, cambiare lavoro, progetto, dare una svolta alla monotonia dei giorni sempre uguali, una svolta che sarebbe solo una monotonia diversa ma che sarebbe pur sempre un cambiamento.

Ma ci penso e mi chiedo: avrei davvero la forza di cambiare e ricominciare tutto da capo ?

Vero è che, ho dovuto ammettere, ho più forza di quello che ho sempre pensato di avere ma, ragà, ho sempre 61 anni e non è che aumenterà, sta forza, anzi, già arranco pur nuotando in un acquario che conosco da più di 2 anni …

E questo mi frena, mi dice: aspetta n’attimo, pensaci bene un altro po’ che è meglio !

Ieri parlando con Gabriele è venuto fuori l’argomento lavoro in Italia, abbastanza comune in effetti da queste parti.

Parlavo di mio figlio che è stanco e vorrebbe cambiare il suo lavoro stressante e di mia nuora che di lavoro non riesce a vederne neanche l’ombra.

Gab mi ha dato un link ad un’offerta di Amazon nella zona mia, dove ho vissuto per quasi tutta la mia vita, a Vigonza.

Ho girato il link a Valentino, vedremo cosa mi dirà, ma ho anche pensato di mandare anch’io il mio CV per quel lavoro.

E poi ho fatto 2 conti.

Prima di tutto l’idea di tornare in Italia mi fa venire la nausea.

Se trovassi un lavoro in Italia domani cosa succederebbe ?

Io e i miei 61 anni, anche con un contratto indeterminato, lavorerei per circa 5 anni e poi andrei in pensione.

Non avendo contributi sufficienti prenderei una meravigliosa pensione da 400€ al mese con cui, ovviamente, non potrei vivere.

Dovrei tornare sulle spalle di qualcuno, che sia mio figlio o mia sorella, per campare dio sa quanto ingoiando rospi e limitando tutto, la mia vita e quella di chi avrei intorno.

Ma anche no, grazie mille, io non voglio campare e crepare dissanguando gli altri, io voglio vivere e avere dignità e indipendenza.

Ma si sa, la famosa Erba Voglio non cresce dappertutto, finirà che quello che voglio resterà nel fondo di un cassetto dimenticato.

E allora niet!, non se ne parla, io resto qui.

Sarà fino a gennaio prossimo, se non mi verrà rinnovato il contratto, sarà finché TP non mi caccia via, sarà fino a quando sarà.. io da qui non mi scollo.

E poi…  beh c’è sempre Thelma&Louise, anche senza Thelma va bene lo stesso.

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